Ricorre quest’anno il venticinquesimo anniversario di una delle più imponenti e suggestive opere scultoree del territorio, “Il Cristo della Storia”.
Realizzata dallo scultore riesino Onofrio La Leggia e situata presso l’”Oasi di Pace” a pochi chilometri da Riesi, la maestosa scultura in bronzo continua a essere meta di pellegrinaggi e simbolo di speranza, oltre a testimoniare la visione profonda di chi la volle e il genio creativo di chi le diede forma.
L’opera fu fortemente voluta da Don Pino Giuliana, curatore dell’”Oasi di Pace” (Santissima Trinità), e da tutta la comunità dei Figli di Nazareth che desiderava un segno indelebile per il nuovo millennio. A raccogliere questa sfida fu lo scultore Onofrio La Leggia, all’epoca direttore artistico della fonderia “L’Artistica SRL” di Riesi, dove il bronzo fu fuso.
La genesi del monumento è stata definita dallo stesso autore un’impresa “titanica”. “Con i suoi 5 metri di altezza la statua ha richiesto un lavoro fisico e tecnico monumentale‒ spiega La Leggia.Tutto ebbe inizio con una possente armatura in ferro costruita interamente a mano con l’aiuto del laboratorio, sulla quale vennero poi modellati quintali di argilla, un lavoro di precisione millimetrica su scala gigantesca”.
Il “Cristo della Storia” è certamente un pezzo unico nel panorama dell’arte contemporanea e la sua creazione è stato un processo elaborato interamente dalle mani del suo autore, il quale non si è limitato a modellare l’argilla, ma ha curato personalmente ogni singola fase della fusione in bronzo .

“In un’epoca di cui la maggioranzadegli artisti si affida a fonderie esterne per la parte tecnica‒ continua La Leggia ‒iohoscelto la via più difficile e nobile, quella degli antichi maestri.Mi sento un po’come gli artisti rinascimentali‒ confida lo scultore, ricordando le notti passate tra cera e colofonia e il calore del metallo fuso.Questa scelta non è solo tecnica, ma etica:seguire l’opera dallaprimaall’ultima saldatura significa infondere nell’anima del bronzo la stessa energia del pensiero creativo”.
Il “Cristo della Storia” non è stato, dunque, solo firmato da La Leggia ma è stato letteralmente “generato” dal suo lavoro manuale, rendendo l’opera una testimonianza rara di artigianato integrale e dedizione assoluta.
L’inaugurazione, avvenuta nel 2001 alla presenza del Card. Giuseppe Pappalardo, figura storica della Chiesa siciliana, fu un evento memorabile: una folla entusiasta e festante riempì l’”Oasi di Pace” accogliendo il Cristo che dall’alto abbraccia l’intera vallata.
Oggi, guardando il “Cristo della Storia”, non ammiriamo solo la statua ma il risultato di un incontro tra fede e devozione.
L’opera di Onofrio La Leggia ha superato il quarto di secolo e, come ogni grande opera d’arte, è destinata a lasciare un segno indelebile per le generazioni future.


















