Agrigento – Quando la parrucca, il trucco marcato e i tacchi a spillo hanno fatto breccia tra le bandiere iridate che sfilavano lungo il centro storico, la risposta a chi pretendeva di misurare l’identità altrui era già scolpita nei fatti: esserci, senza vergogna e a volto scoperto. C’era anche la voce di Caltanissetta nel fiume di oltre mille persone che ieri ha invaso il capoluogo agrigentino per il primo Pride della storia cittadina. Tra i partecipanti ha sfilato il nisseno Giuseppe Vitale – per tutti semplicemente Diva –, che ha trasformato la sua partecipazione alla sfilata per i diritti in una chiara rivendicazione di visibilità e dignità personale.
La scelta di Diva: «Una provocazione per dire io esisto»

Una scelta maturata sul filo delle riflessioni sorte dopo i recenti dibattiti pubblici su ruoli, identità e presunte “normalità”. Vitale ha deciso di rompere gli indugi presentandosi in veste Drag Queen per lanciare un segnale pacifico ma inequivocabile. «Oggi farò una cosa che, fino a qualche tempo fa, non avrei mai pensato di avere il coraggio di fare: andrò al Pride vestito da Drag Queen», ha raccontato Vitale spiegando il senso della sua presenza al corteo. «Nessun insulto, nessuna guerra: è la mia provocazione per dire semplicemente “io esisto”. Voglio che ci si chieda perché un ragazzo senta il bisogno di travestirsi per protestare. La risposta è semplice: viviamo ancora in una società in cui l’apparenza giudica il valore delle persone. Ma essere gay significa anche avere la libertà di potersi esprimere senza sentirsi dire cosa sia “adatto”. La mia libertà non toglie nulla a quella degli altri, ma l’opinione altrui non può togliere nulla alla mia».
Il corteo da piazza Pirandello alla proposta di matrimonio
La manifestazione è scattata dal raduno di piazza Pirandello, davanti al Municipio, per poi snodarsi lungo la centralissima via Atenea tra musica, famiglie omogenitoriali, associazioni e tantissimi giovani. Una sfilata vivace e svolta senza episodi di tensione, scandita da un momento di intensa emozione collettiva: nel bel mezzo del percorso due giovani donne si sono scambiate l’anello e la promessa di matrimonio davanti ai partecipanti in festa, trasformando un gesto d’amore in una testimonianza pubblica di libertà.
Il sindaco Sodano: «Da domani è già una città diversa»
In corsa lungo il corteo ha preso parte anche il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, marcando il valore istituzionale dell’integrazione e dell’ascolto. A margine dell’evento il primo cittadino si è espresso così: «Da domani Agrigento è già una città diversa, aperta e inclusiva», evidenziando come la manifestazione abbia rappresentato un momento di aggregazione fondamentale per ribadire che le differenze costituiscono una ricchezza per la comunità.