Una presunta tangente nascosta all’interno di un cappotto, consegnata con modalità che gli investigatori ritengono studiate per non lasciare tracce e successivamente occultata dentro un orologio a pendolo. Sono alcuni dei dettagli contenuti negli atti dell’inchiesta per corruzione della Procura di Palermo che vede coinvolto l’ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, destinatario di una richiesta di arresto insieme all’avvocato Pierluigi Matta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Matta avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra Armao e alcune società interessate all’ottenimento di favori nell’ambito di pratiche amministrative. Al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto sistema di pagamenti mascherati da compensi professionali per consulenze che, secondo l’accusa, non sarebbero mai state effettuate.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano intercettazioni ambientali, riprese video e fotografie che documenterebbero i passaggi di denaro. In un episodio già riportato negli atti, Matta avrebbe consegnato una somma all’ex vicepresidente all’interno di un’automobile. Durante l’incontro, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, Armao avrebbe indicato il vano centrale della consolle dicendo: «Mettili qua». Successivamente, alla domanda «questo per cos’è?», Matta avrebbe risposto: «Agosto», circostanza che per gli investigatori sarebbe compatibile con versamenti periodici.
Un altro episodio ritenuto particolarmente significativo dagli inquirenti risale al febbraio 2026. Le telecamere e le “cimici” installate dalla polizia documenterebbero una presunta consegna di denaro avvenuta attraverso un cappotto.
Nel dialogo captato dagli investigatori, Armao si rivolgerebbe all’avvocato dicendogli: «Lasciami il cappotto in macchina… me lo lasci in macchina». Matta, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe quindi raggiunto l’autovettura dell’ex vicepresidente lasciando sul sedile posteriore sia il soprabito sia una busta di carta marrone e verde, la stessa che avrebbe con sé dopo essere uscito da una filiale bancaria dove, secondo l’accusa, aveva prelevato il denaro.
Gli agenti della Squadra Mobile che monitoravano l’operazione annotano che, poco dopo, Armao avrebbe indossato il cappotto iniziando a tastarne le tasche come per verificare la presenza di qualcosa. A quel punto Matta avrebbe indicato con un dito la tasca interessata. Dopo avere recuperato l’oggetto custodito all’interno, l’ex vicepresidente avrebbe pronunciato la frase: «Grazie di tutto».
Le immagini raccolte dagli investigatori proseguono fino al tardo pomeriggio, quando Armao rientra nel proprio studio professionale. Qui le telecamere installate dalla polizia avrebbero ripreso un ulteriore passaggio ritenuto rilevante dagli inquirenti: l’ex assessore avrebbe estratto dalle tasche del cappotto un involucro di carta e lo avrebbe nascosto all’interno di un contenitore cilindrico custodito in un orologio a pendolo.
La Procura sostiene che il denaro rappresentasse il compenso illecito per favori garantiti a favore del gruppo CVA, società operante nel settore delle energie rinnovabili. In particolare, secondo l’accusa, Armao avrebbe agevolato la trattazione di pratiche ambientali quando ricopriva il ruolo di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale. L’inchiesta coinvolge complessivamente diversi indagati. Oltre alla richiesta di custodia cautelare per Armao e Matta, i magistrati hanno chiesto gli arresti domiciliari per sei imprenditori e il divieto di dimora per una collaboratrice di una onlus impegnata nell’ambito delle cure palliative.



















Resta sempre aggiornato. Segui il canale WhatsApp di ViU News .
Seguici su WhatsApp