Un nuovo scandalo scuote la sanità siciliana. Il dirigente dell’Asp di Palermo, Salvatore Cerrito, e il commercialista Giovanni Lupo sono stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di corruzione. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura, ha portato alla luce un presunto giro di tangenti legato all’assegnazione di appalti e consulenze all’interno dell’Azienda sanitaria provinciale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Cerrito avrebbe favorito alcune società riconducibili a Lupo in cambio di denaro e altri vantaggi personali. Gli investigatori hanno documentato diversi incontri tra i due, culminati in uno scambio di denaro avvenuto in un bar del centro cittadino, sotto l’occhio vigile delle telecamere nascoste e degli agenti in borghese. Il procuratore capo ha parlato di “un sistema collaudato di corruzione” che avrebbe compromesso la trasparenza e la regolarità delle procedure amministrative dell’Asp. Le indagini, partite da una segnalazione interna, si sono avvalse di intercettazioni ambientali e pedinamenti durati mesi. L’arresto di Cerrito, figura di riferimento nella gestione dei fondi sanitari, ha sollevato forti preoccupazioni tra i vertici regionali. Il presidente della Regione ha dichiarato che “la sanità deve essere un presidio di legalità, non terreno fertile per affari illeciti”, annunciando l’immediata sospensione del dirigente e l’avvio di una verifica interna su tutti gli appalti gestiti negli ultimi tre anni.
Anche il sindacato dei medici ha espresso indignazione: “Ogni episodio di corruzione mina la fiducia dei cittadini e danneggia chi lavora onestamente per garantire cure e servizi”. Cerrito e Lupo sono ora agli arresti domiciliari, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. La Procura non esclude ulteriori sviluppi, con l’ipotesi che il giro di tangenti possa coinvolgere altri funzionari e professionisti.