Palazzo del Carmine Caltanissetta L'anonimato al potere: la farsa dei comunicati senza volto e l'ennesimo scippo al territorio Palazzo del Carmine Caltanissetta L'anonimato al potere: la farsa dei comunicati senza volto e l'ennesimo scippo al territorio
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L’anonimato al potere: la farsa dei comunicati senza volto e l’ennesimo scippo al territorio

I comunicata fantasma e il futuro del Policlinico a Caltanissetta
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C’è un coraggio — quello delle parole — che la politica dovrebbe possedere quasi per vocazione ontologica. Invece, la pantomima dei due comunicati stampati all’ombra del brand di Forza Italia, rigorosamente privi di firme, rappresenta la vivida raffigurazione plastica di uno dei punti più bassi toccati dal dibattito politico locale.
Il coraggio delle parole richiede la responsabilità di metterci la faccia; e a ogni faccia, per logica, corrispondono un nome e un cognome. Ieri sera, invece, per diverse ore nessuno ha avuto un’identità: un dettaglio singolare, considerato che il principio della rappresentanza democratica difficilmente può prescindere dall’identità di chi la esercita.

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La storia, del resto, è nota. Viene veicolato un primo comunicato in materia di università, condito con la singolare proposta di far migrare l’ateneo nisseno sotto l’egida di Palermo verso le sponde di Enna. Tradotto in soldoni: risparmiandoci le ridondanti perifrastiche in politichese, di cui tutti abbiamo comprensibilmente le tasche piene, la sostanza è questa. Un comunicato, tra l’altro, neppure inoltrato attraverso i canali ufficiali, ma distribuito da un qualche “ambasciator che non porta pena”. La firma? Un generico “Partito Forza Italia”, quasi si trattasse di un’entità sovrumana, un essere vivente dotato di vita propria. L’errore della stampa e degli osservatori, semmai, è stato quello di non chiedersi subito da chi fosse firmato davvero quel testo, ma soprattutto perché i maggiorenti locali del partito si siano guardati bene dal metterci nome, cognome e faccia.


L’arcano — con tempi degni di un feuilleton d’appendice — si è svelato solo a tarda sera, quando ad alcune redazioni è giunta la classica smentita sui contenuti del primo testo. Il tocco di classe? Anche questa seconda nota era rigorosamente priva di nomi pare ma citati i ruoli 2 assessori un sindaco rappresentanti delle istituzioni. Il tutto in uno stile decisamente surreale e, anzitutto, non troppo velatamente offensivo dell’intelligenza dei cittadini.


Così, il partito si è spaccato in diretta e alla luce del sole — come se, poi, gli addetti ai lavori non sapessero già da tempo dello scontro in atto. Una fuga in avanti per stanare la fronda interna refrattaria ai dictat calati dall’alto a tutela di “altri interessi”? Può darsi. Resta comunque un teatrino che sfiora il dilettantismo, con il solo risultato di far perdere credibilità a tutti: mandanti, esecutori e persino a una stampa che forse non è stata abbastanza diffidente.


Ma diamolo pure per fatto, almeno agli occhi della città. Una comunità già sideralmente lontana dalle beghe di bottega della politica e visceralmente stanca di assistere all’ennesimo remake dello stesso film. Il Policlinico universitario rischia così di trasformarsi nell’ennesimo scippo: un bene desiderato soltanto in potenza, ma mai realizzato in atto. Perché la amara differenza, alla fine, sta tutta qui: mentre a Caltanissetta ci si limita a desiderare, altrove si concretizza

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