22102025 043457 FOTO 1 Messina, 5 arresti per imprese intestate a prestanomi: sequestri per 250 mila euro 22102025 043457 FOTO 1 Messina, 5 arresti per imprese intestate a prestanomi: sequestri per 250 mila euro

Messina, 5 arresti per imprese intestate a prestanomi: sequestri per 250 mila euro

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito oggi, su delega della Procura della Repubblica/Direzione Distrettuale Antimafia, un’ordinanza con cui il GIP ha disposto misure cautelari personali, interdittive e il sequestro di beni e somme di denaro nei confronti di cinque persone.

Nel dettaglio, due indagati sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre altri tre soggetti sono stati sospesi dall’esercizio della propria attività imprenditoriale. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di un complesso aziendale per la distribuzione di carburante, comprensivo di rivendita di tabacchi e di un locale commerciale adibito a bar, situati a Tortorici, per un valore complessivo stimato di oltre 250.000 euro.

Gli indagati sono accusati di intestazione fittizia di beni (art. 512-bis c.p.), un reato che punisce chi attribuisce fittiziamente a terzi la proprietà o la disponibilità di beni o denaro per eludere misure di prevenzione patrimoniali o per agevolare attività illecite, come ricettazione e riciclaggio. Le indagini hanno documentato comportamenti illeciti che si sarebbero protratti dal febbraio 2022 all’agosto 2023.

Secondo gli investigatori, gli indagati avevano formalmente intestato le imprese a prestanomi, spesso familiari diretti, pur continuando a gestirle di fatto e a spartirne i profitti. Tra le attività intestate fittiziamente figurano un impianto di distribuzione di carburante e un bar, nonché un’impresa di noleggio di imbarcazioni turistiche a Isola Bella di Taormina, collegata a un soggetto già noto alle forze dell’ordine e riconducibile alla famiglia mafiosa Santapaola–Brunetto.

Le indagini hanno evidenziato come queste condotte siano state finalizzate a sottrarre beni agli strumenti di controllo patrimoniale, confermando una correlazione tra le attività economiche gestite e l’illecito arricchimento degli indagati e dei loro familiari. Due dei soggetti coinvolti risultano contigui a diverse compagini mafiose locali: una operante nella zona ionica e l’altra sulla fascia tirrenica della provincia di Messina. Uno di loro era già appartenente ai Bontempo-Scavo, noto gruppo mafioso di Tortorici, con precedenti per associazione mafiosa, estorsione e altri reati gravi.

Le misure cautelari odierne seguono approfondimenti economico-patrimoniali che hanno confermato la sproporzione tra i redditi leciti dichiarati e il valore dei beni posseduti, rafforzando la stretta correlazione tra comportamenti antisociali e arricchimento illecito. .

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