Mussomeli (CL) – Arginare il declino del “Longo” o rassegnarsi a veder depotenziato il principale presidio di emergenza del territorio? Di fronte al concreto pericolo di ridimensionamento della struttura, la massima assemblea cittadina di Mussomeli ha scelto la strada del rigore e del confronto serrato con la governance dell’Azienda Sanitaria Provinciale, licenziando con dieci suffragi della maggioranza e cinque contrari della minoranza un documento di indirizzo che punta a blindare l’assistenza nel Vallone. In gioco c’è la tenuta di una rete socio-sanitaria al servizio di un bacino d’utenza che supera i settantacinquemila abitanti, distribuiti in diciassette comuni, provati da scoperture d’organico e criticità operative non più procrastinabili.
Il documento approvato impegna l’amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Nigrelli ad azionare leve d’intervento precise. L’obiettivo primario è costringere i vertici aziendali dell’Asp a un tavolo negoziale permanente per ricucire lo strappo istituzionale, superare le recenti contrapposizioni e definire impegni vincolanti. La priorità assoluta riguarda il Pronto soccorso, per il quale si chiede la copertura straordinaria delle dotazioni organiche e il reclutamento di personale medico adeguatamente formato per la gestione dei quadri clinici d’emergenza. Accanto alla messa in sicurezza dell’area critica, il piano prevede il rafforzamento della medicina territoriale e delle prestazioni socio-sanitarie, così da impedire il progressivo isolamento dell’area interna.
La seduta consiliare ha registrato momenti di forte tensione, dividendo nettamente maggioranza e opposizione. Il vicesindaco Giuseppe Catania ha rivendicato la fermezza dell’atto, definendolo una presa di posizione indispensabile per sollecitare gli organi di vertice della sanità provinciale. Di segno opposto la posizione della capogruppo di minoranza Daniela Noto Castagnino – esponente di Forza Italia e con un passato da primario nel settore radiologico del nosocomio locale – che ha motivato il proprio no contestando il taglio del provvedimento, a suo avviso idoneo a generare allarmismo tra i cittadini anziché incanalare la vertenza sui binari della mediazione istituzionale. Superata la prova del voto, l’amministrazione intende ora impiegare la delibera come strumento di pressione negoziale nei confronti dell’Azienda sanitaria per garantire stabilità e operatività alla struttura.