Pietraperzia, tentato incendio doloso contro centro per minori stranieri

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Grave episodio di intolleranza a Pietraperzia, nell’ennese, dove ignoti hanno tentato di appiccare fuoco a una comunità per minori stranieri gestita dall’associazione Don Bosco 2000. L’attentato, avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 novembre, ha messo in pericolo la vita dei giovani ospiti, ma è stato sventato grazie al loro coraggio: alcuni ragazzi sono riusciti a spegnere le fiamme prima che si propagassero, evitando conseguenze drammatiche. Il gesto è stato compiuto utilizzando liquido infiammabile versato all’ingresso della struttura. Le tracce di combustibile e i segni evidenti di dolo hanno confermato la natura volontaria dell’atto. Le indagini sono in corso da parte dei carabinieri, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze per individuare i responsabili.

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L’episodio richiama un precedente simile avvenuto nel 2018, sempre ai danni della stessa comunità, che da anni opera per l’accoglienza e l’integrazione dei minori migranti. Il presidente della cooperativa Don Bosco 2000, Agostino Sella, ha condannato duramente l’accaduto, sottolineando come “la violenza non fermerà il nostro impegno per l’accoglienza”. Ha inoltre espresso gratitudine ai ragazzi che hanno agito con prontezza e lucidità, dimostrando grande senso di responsabilità e attaccamento alla loro nuova casa. Il gesto dei giovani migranti, che hanno affrontato il pericolo per proteggere sé stessi e gli altri, è stato raccontato sui social, dove la pagina Facebook dell’organizzazione ha rilanciato un messaggio di speranza: “Non vincerà l’odio. Continueremo ad accogliere, con coraggio.”

In segno di solidarietà, numerosi cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali hanno espresso vicinanza alla comunità. “Ci auguriamo che tale atto sia stato compiuto da qualche persona non perfettamente equilibrata, perché crediamo – ha dichiarato il sindaco di Pietraperzia, Salvatore Messina – che l’associazione Don Bosco 2000 dei F.lli Sella non meriti questo trattamento, in quanto opera sempre a fin di bene e nell’interesse della collettività pietrina, aiutando i più deboli nell’integrazione e principalmente i minori soli, che fuggono dalla propria terra, interessata da guerre e povertà cercando aiuto e rifugio, e trovando nell’edificio di Via San Giuseppe una casa ad accoglierli.

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