Sembra un diktat, un aut aut in piena regola scandito sul tavolo della politica cittadina. A ventiquattro ore dalla seduta straordinaria e urgente del Consiglio comunale convocata per far fronte comune sulla vicenda del quarto Policlinico universitario siciliano, Forza Italia spariglia del tutto le carte e lancia un vero e proprio ultimatum politico. Il partito di maggioranza che sostiene il sindaco Walter Tesauro palesa la fine della “pazienza strategica” verso l’Ateneo di Palermo, prospettando senza troppi mezzi termini la rottura di uno storico gemellaggio universitario per virare con decisione verso l’asse con l’Università Kore di Enna.
Uno scossone che arriva nel punto più caldo di un’escalation mediatica e politica iniziata nei giorni scorsi. Prima la fuga in avanti ennese, incassata con trionfalismo dall’ex gerarca Dem Mirello Crisafulli e dagli esponenti locali per lo stanziamento di un milione di euro in un emendamento all’ultima manovra finanziaria dell’Ars destinato all’Asp di Enna per la progettazione del Policlinico all’Umberto I. Poi la replica immediata e decisa del sindaco nisseno Walter Tesauro in conferenza stampa, pronto a ridimensionare la portata di quel finanziamento — definendolo non risolutivo a fronte dei centinaia di milioni necessari per un’opera simile —, rassicurando sulla centralità dell’ospedale Sant’Elia (DEA di secondo livello) ed erigendo barricate in difesa della dignità del territorio.
Oggi, però, la nota diramata dagli azzurri spostando l’asse della contesa consuma un deciso cambio di passo tattico. Come si legge dal comunicato firmato Forza Italia, il partito sceglie di non soffermarsi «sui comizi elettorali di Mirello Crisafulli e del Partito Democratico di Enna», ridimensionando l’impatto del finanziamento di un milione di euro sull’Umberto I, somma «che non può essere considerata l’avvio di un’opera il cui costo ammonterebbe a centinaia di milioni di euro».
Al contempo, gli azzurri prendono atto che «il rapporto con l’Università di Palermo, prezioso fino a oggi, sembra destinato a interrompersi alla luce delle scelte strategiche maturate negli ultimi mesi», le quali delineano un orientamento dell’ateneo palermitano «verso Trapani e Agrigento». Un percorso interrotto «anche a causa di posizioni che riteniamo avventate e di atteggiamenti favorevolmente intransigenti nei confronti dell’Università di Palermo», l’ateneo che ha espresso in una nota «l’indisponibilità ad accogliere la richiesta del Consorzio universitario di Caltanissetta» circa la sottoscrizione dell’accordo quadro per il Polo Sanitario Integrato “Sant’Elia”.
Da qui la svolta “riabilitativa” verso il territorio ennese e la Kore. Come si legge dal comunicato firmato Forza Italia, «il futuro dei servizi sanitari nell’area centrale della Sicilia debba fondarsi su una collaborazione solida tra l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, DEA di secondo livello, l’Università Kore di Enna e le realtà sanitarie del territorio ennese», in una prospettiva di «area vasta e strategica» (Caltanissetta-Enna-Agrigento) richiamata dalla Legge Regionale del 2023. Gli azzurri rimarcano la necessità di «superare le logiche di campanile e assumere, in tempi rapidi, decisioni capaci di dare concretezza a questo percorso», riaprendo il dialogo con le istituzioni ennesime «con umiltà e intelligenza».
E, in questa scacchiera, Forza Italia elogia «la posizione informata e costruttiva del Dr. Giuseppe Pastorello, Presidente dell’associazione “Noi per la Salute – Tina Anselmi”», proponendo «che al prossimo incontro, che auspichiamo possa svolgersi al più presto, partecipino a pieno titolo il Dr. Pastorello e la sua Associazione».
Il messaggio inviato all’aula di Palazzo del Carmine alla vigilia dell’adunanza consiliare è chiarissimo: il tempo dell’attesa passiva nei confronti di Palermo è scaduto. Domani il dibattito si preannuncia infuocato, ma la rotta indicata dal principale partito di governo sembra ormai tracciata.
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