Sale la tensione al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Pian del Lago, a Caltanissetta, dopo un presunto episodio avvenuto durante una perquisizione interna. Secondo quanto riportato dalla reteMai più lager – NO ai CPR, alcuni agenti di polizia avrebbero strappato quattro copie del Corano trovate nelle celle. La notizia, non ancora confermata da fonti istituzionali, avrebbe provocato una reazione immediata tra i trattenuti.
A confermare la gravità della segnalazione è Yasmine Accardo, della Rete Siciliana contro il Confinamento e attivista del progetto Mem.Med – Memoria Mediterranea, che da anni documenta le condizioni dei CPR e dà voce ai reclusi. Raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione, ha riferito:“Sono in contatto con il nostro telefono SOS. Ci hanno detto dall’interno che sarebbero stati strappati quattro libri del Corano. A seguito di questa azione c’è stata una protesta pacifica e le persone in due moduli del CPR sono in sciopero della fame. Si sarebbero verificati anche episodi di autolesionismo.”Accardo sottolinea che i trattenuti avrebbero chiesto espressamente di far sapere all’esterno che la protesta è pacifica. Per molti di loro, il testo sacro rappresenta una delle pochissime forme di conforto e distrazione all’interno della struttura. L’episodio avrebbe ferito non solo i detenuti di fede musulmana, ma anche altri ospiti del centro:“Si sono uniti anche i cristiani, in un gesto di solidarietà interna. Già vivono in una condizione degradante e ora si sentono colpiti anche nella loro fede religiosa”.
Gli attivisti della Rete Siciliana contro il Confinamento non escludono che nei prossimi giorni possa essere organizzato un presidio per chiedere chiarezza sull’accaduto e attenzione sulle condizioni del CPR nisseno. Accardo aggiunge:“Scriveremo alla Prefettura e al Garante dei diritti delle persone detenute. Va verificato quanto è successo.”Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte della Prefettura di Caltanissetta o del Ministero dell’Interno. Resta da capire se verrà avviata un’indagine interna per accertare i fatti e quali misure potrebbero essere adottate per riportare la calma nella struttura.












