Beni confiscati: ex giudice Saguto lascia il carcere e va ai domiciliari

PHOTO 2026 08 30 11 09 12 Beni confiscati: ex giudice Saguto lascia il carcere e va ai domiciliari PHOTO 2026 08 30 11 09 12 Beni confiscati: ex giudice Saguto lascia il carcere e va ai domiciliari
L'ex giudice Silvana Saguto
ASCOLTA

Palermo – La “zarina” del tribunale di Palermo torna a casa. Silvana Saguto, l’ex presidente della Sezione Misure di Prevenzione travolta dallo scandalo della gestione clientelare dei beni confiscati alla mafia, ha lasciato il carcere romano di Rebibbia. Per l’ex magistrata – radiata dal Csm – sono stati disposti i domiciliari provvisori per motivi legati al precario stato di salute, ritenuto incompatibile con il regime carcerario, e al superamento del settantesimo anno d’età.

PROMO


​La scarcerazione temporanea arriva in attesa che si pronunci nuovamente la magistratura di sorveglianza. Il legale della donna, Ninni Reina, aveva impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione il no agli arresti domiciliari incassato dai giudici di Roma. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la decisione con rinvio e disponendo un nuovo giudizio, la cui udienza dovrà essere fissata dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo. Nelle more della decisione, l’ex giudice attenderà l’esito nella propria abitazione.

​La vicenda giudiziaria che ha spazzato via ai vertici della Sezione Misure di Prevenzione una delle figure più potenti del palazzo di giustizia palermitano si è chiusa sul piano processuale nell’ottobre del 2023, con la condanna definitiva a 7 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione, concussione e falso.
​L’inchiesta, condotta dalla Procura di Caltanissetta, aveva portato alla luce quello che gli inquirenti e i giudici definirono un vero e proprio “sistema” clientelare:
​- Gestione pilotata degli amministratori giudiziari: assegnazione di patrimoni milionari sequestrati a Cosa Nostra a una ristretta cerchia di professionisti compiacenti.
​- Scambi di favori e regalie: un giro di dazioni finanziarie, consulenze mediche, utilità e carriere favorite per familiari e stretti collaboratori dell’allora magistrata in cambio dell’affidamento delle nomine.
​L’arresto: nel gennaio 2024, con la definitività della sentenza, per la Saguto si erano aperte le porte del carcere di Rebibbia, dove ha scontato finora la pena prima dell’odierno differimento per ragioni sanitarie e anagrafiche.

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PROMO
error: Contenuto protetto - © ViU News