Ventisei ferite, provocate con coltelli e perfino con un cacciavite, raccontavano la brutalità della spedizione punitiva consumata nella notte del 3 giugno 2020, quando in quattro lo aggredirono prima con una bottiglia spaccata sulla testa e poi con una violenza cieca che non gli lasciò scampo. Così venne ucciso Adnan Siddique, il giovane nisseno di origine pakistana che ebbe il coraggio di opporsi al caporalato e di denunciare lo sfruttamento dei lavoratori.
A sei anni da quella notte, il Movimento di Volontariato Italiano e il Comitato “Giustizia per Adnan” tornano a promuovere una serie di iniziative per ricordarne la figura e mantenere viva la battaglia contro ogni forma di sopraffazione criminale. Domani, mercoledì 3 giugno, alle 11.00, in via San Cataldo, davanti alla lastra commemorativa, si terrà la cerimonia interreligiosa – musulmana e cattolica – dedicata alla sua memoria: un momento di raccoglimento, ma anche un richiamo civile alla responsabilità collettiva.