L’11 Maggio alle ore 9:00 il Comitato a difesa del Parco Dubini, riunirà le associazioni coinvolte, i giovani studenti degli istituti nisseni e tutti coloro i quali – tanti – soffrono la mancanza dell‘unico polmone verde della città: il Parco Dubini, chiuso da oltre 5 mesi e versante in condizioni di abbandono e degrado.

Il Comitato, che ha già prodotto diversi documenti, tra cui la petizione popolare che ha registrato oltre 1300 firme, consegnata nella mani del Sindaco Walter Tesauro, intende portare avanti una battaglia cittadina, senza colore politico, e “porsi come sentinella sul territorio, – dice la portavoce Maria Rita Riccobene – perchè le persone ci chiedono a gran voce di avere restituito il loro Parco e noi intendiamo fare da ponte nella comunicazione con le isituzioni”.
“Vogliamo realizzare una marcia pacifica e simbolica, un corteo vivace e colorato che, partendo dall’ingresso principale del Parco Dubini, prosegua fino agli uffici direzionali dell’ASP. – ci spiega la portavoce del Comitato – Abbiamo invitato tutte le scuole, perchè questa iniziativa può rappresentare anche una lezione di educazione civica e perchè vogliamo ribadire che il Parco può rappresentare un luogo d’incontro intergenerazionale”.
“Bisogna assumersi una responsabilità condivisa – prosegue Riccobene – superando i rimpalli, per trovare una soluzione definitiva”. La portavoce ritiene comunque positivo il fatto che l’Amministrazione comunale non abbia lasciato inascoltate le loro richieste, infatti, ci racconta che “lo scorso 30 Aprile, il Direttore Generale dell’ASP di Caltanissetta, Salvatore Ficarra, ha convocato una riunione in merito alla situazione del Parco Dubini; su sollecitazione del Sindaco Tesauro e dell’Assessore Licata l’invito è stato esteso anche al Comitato”.
Seduti a quel tavolo isituzionale, i membri del Comitato presenti, hanno potuto apprendere che, a quanto pare, l’ASP, oltre a non registrare tra i compiti dell’Ente la gestione del parco, “non dispone delle risorse necesessarie per effettuare nè la manutenzione ordinaria nè, tantomeno, quella straordinaria”– riferiscono; dichiarando, inoltre, che potrebbero affidare la gestione del Parco al Comune nisseno, nella forma del comodato d’uso gratuito, senza, però, fornire alcun contributo economico.
In una città, ultima in tutte le classifiche per la qualità della vita, che non dispone di luoghi di aggregazione dove non sussisste l’obbligo della consumazione, tenere chiuso e abbandonato, l’unico polmone verde urbano, significa “togliere il respiro alla gente. – riferice Maria Rita Riccobene e aggiunge che – In questa situazione gravissima di stallo, il Comitato rappresenta un faro che ha acceso la luce su un problema enorme che non deve essere sottovalutato. Legittimato dalle tante associazioni che ne fanno parte, il Comitato a tutela del Parco Dubini, continuerà a pungolare le istituzioni, al fine di restituire un bene necessario alla collettività”.

La gravità di questa mancanza emerge da un racconto della Riccobene: “Un genitore di un bambino autistico ci ha detto che il figlio, dopo la chiusura del Parco Dubini, non vuole più uscire di casa. Era quello il suo posto sicuro.” Anche per motivi simili a questo, il Comitato sostiene che: “È necessario riqualificare la struttura e la funzionalità delle città, con un maggior contributo degli spazi verdi e di aggregazione, anche ai fini sociali e di prevenzione sanitaria, poiché, il forte disequilibrio che si è venuto a creare tra lo sviluppo socio-economico della nostra società moderna e l’ambiente che ci ospita, il Pianeta Terra, contribuisce alla crisi che sta colpendo l’umanità in questi ultimi decenni”.