Caltanissetta, quaranta partecipanti al corso WWF per il soccorso della fauna selvatica

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Oltre quaranta partecipanti provenienti da tutta la provincia di Caltanissetta hanno preso parte al “Corso di formazione per il Primo Soccorso alla Fauna Selvatica e la gestione degli animali in difficoltà”, organizzato dal WWF Sicilia Centrale con il sostegno del CeSVoP. Biologi, veterinari ed esperti legali hanno guidato una giornata di formazione patrocinata dall’Ordine dei Medici Veterinari e dalla Consulta comunale Tutela dei Diritti degli Animali, alla quale ha preso parte anche una rappresentanza del Corpo Forestale regionale su disposizione dell’Ispettore ripartimentale delle foreste Salvatore Bonsangue.

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Il corso, ospitato alla Casa delle Culture e del Volontariato “L. Colajanni”, ha registrato un forte interesse da parte di volontari, guardie venatorie e zoofile, operatori di protezione civile, responsabili di associazioni, studenti e addetti delle aree protette. L’obiettivo era fornire conoscenze chiare e aggiornate sulle procedure di primo soccorso da adottare quando si rinviene un animale selvatico in difficoltà, così da proteggerlo senza creare rischi per la sua sopravvivenza o per l’incolumità dei soccorritori. La struttura didattica, coordinata scientificamente dal veterinario Andrea Cortese, ha alternato moduli teorici e indicazioni pratiche. Sono stati approfonditi il quadro normativo sulla tutela della fauna, la biologia e l’etologia delle principali specie autoctone, le tecniche di triage, stabilizzazione e alimentazione artificiale, insieme alle modalità corrette per immobilizzare un animale in sicurezza utilizzando guanti, reti, trasportini o semplici asciugamani. Le lezioni sono state tenute dal veterinario Elia Rizzo, dal giurista Salvatore Antonino Patrì, dallo stesso Cortese e dalla biologa Daria Collodoro, operatrice del Progetto Tartarughe Marine di WWF Italia autorizzata al recupero degli animali spiaggiati.

Uno dei temi centrali ha riguardato il cosiddetto “falso soccorso”, ovvero la frequente sottrazione involontaria di nidiacei che non sono realmente in pericolo e che, allontanati dalla madre, vedono compromessa la loro possibilità di sopravvivenza. Altro punto chiave è stato quello della sicurezza: riconoscere le specie, comprenderne il comportamento e sapere come manipolarle riduce a zero il rischio di morsi, graffi o trasmissione di zoonosi, oltre a evitare stress e traumi agli animali. «Siamo estremamente soddisfatti per il successo di questa iniziativa – afferma Ennio Bonfanti, direttore organizzativo del corso e presidente di WWF Sicilia Centrale – perché conferma quanto sia necessario diffondere competenze corrette sulla gestione della fauna selvatica, soprattutto in un territorio dove le minacce al patrimonio naturale sono sempre più frequenti. La partecipazione così ampia ci permette di costruire una rete locale di volontari formati, capaci di intervenire rapidamente e di fare da ponte con i centri specializzati».

Il WWF guarda ora al passo successivo: la creazione del primo “Centro di primo soccorso per la fauna selvatica” della Sicilia, previsto a Borgo Petilia nell’ex vivaio forestale concesso in comodato dall’amministrazione regionale. «Stiamo coinvolgendo istituzioni e partner privati per sostenere i lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile – spiega Marcello Mirisola, membro del project team – con l’obiettivo di realizzare un presidio dedicato alle emergenze, ma anche un centro multifunzionale per la conservazione della biodiversità, l’educazione ambientale e la ricerca scientifica».

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