Questa mattina, Caltanissetta ha reso omaggio ad Adnan Siddique, giovane attivista assassinato cinque anni fa per aver difeso i diritti dei braccianti. Come ogni anno, il Movimento di Volontariato Italiano (Mo.V.I.) e il Comitato Giustizia per Adnan hanno organizzato una cerimonia commemorativa davanti al civico 10 di via San Cataldo, luogo della tragedia. Alle ore 11:00, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e attivisti si sono raccolti in silenzio per deporre fiori sulla lastra commemorativa dedicata a Siddique.
Una spedizione punitiva quella della notte del 3 giugno 2020: ventisei ferite, inferte con coltelli e un cacciavite. In quattro lo colpirono prima con una bottiglia alla testa, poi si accanirono contro di lui con ferocia inaudita.
“Ogni anno siamo qui non solo per ricordare Adnan, ma per ribadire che la sua battaglia continua” – ha dichiarato Filippo Maritato, presidente del Mo.V.I. Caltanissetta, che ha aggiunto: “Chiediamo un impegno maggiore da parte della politica e delle istituzioni per aumentare i controlli nelle aziende agricole del Nisseno”.
Tra le personalità istituzionali presenti, il Prefetto di Caltanissetta, Chiara Armenia, e l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune, Ermanno Pasqualino. “I convegni non servono. Servono azioni concrete: bisogna muoversi per contrastare il lavoro irregolare con più controlli e per garantire sicurezza” ha detto la rappresentante del governo. A partecipare alla commemorazione anche la CGIL di Caltanissetta con la sua segretaria, Rosaria Moncada, a testimonianza dell’impegno del sindacato nella difesa dei diritti dei lavoratori agricoli. Erano presenti anche esponenti di Sinistra Italiana e del Movimento 5 Stelle, insieme a giovani rappresentanti delle comunità straniere di Caltanissetta e a Padre Giuseppe Anfuso che ha celebrato un momento di preghiera dedicata ad Adnan.
Duro l’attacco di Jean René Bilongo, responsabile del Dipartimento politiche migratorie della Flai Cgil nazionale e coordinatore dell’Osservatorio Placido Rizzotto: “L’Italia, a livello internazionale, ha una reputazione pessima per le condizioni dei braccianti agricoli. Vengono trattati da schiavi. Noi, come FLAI Cgil, abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla nel segno di Adnan Siddique.”
Durante la commemorazione, Ennio Bonfanti, membro del Comitato Giustizia per Adnan, ha sottolineato l’importanza di mantenere vivo il ricordo del giovane attivista e di continuare la battaglia contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli: “Abbiamo un dovere morale nel ricordare Adnan e un dovere civico nel denunciare le ingiustizie che ancora affliggono il mondo del lavoro. Qualcosa è cambiato grazie alle indagini e ai processi in corso, ma troppo spesso il caporalato e lo sfruttamento rimangono impuniti. Caltanissetta continua a essere un centro di reclutamento per lavoratori stranieri, molti dei quali vengono sfruttati senza alcuna tutela. È fondamentale combattere il silenzio e la connivenza che alimentano questo sistema ingiusto.” – conclude Bonfanti in un’intervista a ViU News.
L’avvocato Salvatore Patrì, legale di parte civile della famiglia Siddique e del Mo.V.I., ha fatto il punto sul processo in corso per l’omicidio di Adnan e sulle difficoltà legate al risarcimento dei danni: “Il 27 maggio è iniziato il processo di secondo grado davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta. Un appello proposto da 9 dei 10 imputati, con condanne che arrivano fino a 30 anni. Siamo ancora nelle fasi iniziali, e per tre imputati è stato annunciato un concordato di pena, previsto dal codice di procedura penale, che potrebbe portare a una riduzione significativa della condanna. Il processo comunque prosegue per gli altri imputati, con l’apertura dell’istruttoria richiesta sia dai PM che dai difensori. Si va avanti con la consapevolezza che verosimilmente ci sarà anche un terzo grado di giudizio in Cassazione. C’è stata una previsionale di 50.000 euro di risarcimento alla famiglia Siddique, ma gli imputati sono stati ammessi al patrocinio a spese dello Stato. Questo significa che, di fatto, non si potrà ottenere alcuna forma concreta di risarcimento da parte loro. Attendiamo la conclusione definitiva del processo con una sentenza che possa rendere giustizia.”
La commemorazione si è conclusa con un momento musicale di grande intensità emotiva. Sara Miccichè, Michele Gioè e Fabrizia Gioè hanno eseguito due brani simbolici per l’occasione: Blowin’ in the Wind di Bob Dylan, un inno alle domande rimaste senza risposta sulla giustizia e sulla libertà, e The Sound of Silence di Simon & Garfunkel, un tributo alla voce di chi non può più parlare ma continua a risuonare nella coscienza collettiva.
Partito Democratico: “In Sicilia non è ancora sicuro il diritto di denunciare i soprusi nel mondo del lavoro”
“La sua uccisione deve servire da monito per ricordarci che la lotta contro lo sfruttamento del lavoro nero non è affatto finita. La vicenda di Adnan dimostra amaramente che in Sicilia non è ancora sicuro il diritto di denunciare i soprusi. Le tutele per chi alza la testa sono deboli, e i controlli da parte delle istituzioni preposte su datori di lavoro e sulle dinamiche di reclutamento restano largamente insufficienti. – si legge in una nota a firma di Giancarlo La Rocca e Davide Chiarenzadel PD di Caltanissetta – Le condizioni di lavoro nelle campagne sono spesso indegne, con lavoratori lasciati in balìa di un sistema in cui il silenzio è ancora l’unica forma di protezione: se parli, rischi la vita o, nella migliore delle ipotesi, perdi il lavoro. Il Partito Democratico di Caltanissetta ribadisce il proprio impegno a rimanere vigile su tutte le forme di sfruttamento e a sollecitare con forza le istituzioni affinché si intensifichi la lotta contro il caporalato. È inaccettabile che, nel 2025, migliaia di lavoratori agricoli siano ancora vittime di un sistema criminale che si nutre di invisibilità, paura e ricatto.”
Gli eventi nel pomeriggio
Nel pomeriggio, alle ore 19:30, la scalinata della Grazia di Piazza Mercato ospiterà un incontro pubblico con esperti e attivisti impegnati nella lotta contro il caporalato. Tra i relatori ci saranno Jean René Bilongo, l’avvocato Salvatore Patrì, Filippo Maritato ed Ennio Bonfanti. A chiudere l’evento, alle ore 21:00, la proiezione del reportage Il silenzio del sudore di Elia Miccichè, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia, che denuncia le condizioni di sfruttamento nei campi agricoli nella Sicilia Centrale e il sistema criminale che ancora oggi opprime i lavoratori più vulnerabili.











