Il caro carburante e le proteste degli autotrasportatori siciliani arrivano sul tavolo del Governo nazionale. Il vicepresidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, e il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, hanno incontrato a Roma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per discutere delle misure a sostegno del comparto, alle prese con l’aumento dei costi del gasolio e con una mobilitazione che sta interessando l’Isola.
Dal confronto è emersa la decisione di anticipare a martedì il tavolo con i rappresentanti degli autotrasportatori, nel tentativo di dare risposte rapide a una categoria che denuncia da settimane l’insostenibilità dei rincari e il ritardo nell’erogazione di alcune misure di sostegno. Tra i temi affrontati figurano il reperimento di nuove risorse per il fondo destinato all’autotrasporto, i finanziamenti per il rinnovo dei mezzi e la volontà di garantire le misure contro il caro gasolio per tutto il 2026, con l’obiettivo di valutare anche un’estensione del credito d’imposta fino al 2027.
«Per un’isola è decisivo anche il trasporto marittimo», ha sottolineato Sammartino, accogliendo positivamente l’impegno del ministero a individuare nuove risorse per il Sea Modal Shift, l’ex Marebonus, il programma che sostiene le imprese che trasferiscono una parte delle merci dalla strada alle navi. Secondo il vicepresidente della Regione, si tratta di uno strumento strategico per la Sicilia, purché le risorse siano rese disponibili alle aziende in tempi certi.
Da ieri una parte degli autotrasportatori siciliani ha avviato un fermo dei mezzi per protestare contro il prezzo del gasolio e contro le difficoltà che stanno mettendo in crisi i bilanci delle imprese. La mobilitazione potrebbe avere ripercussioni sulla movimentazione delle merci nei porti e sulla distribuzione dei prodotti nell’Isola. Per la Sicilia la questione assume un valore ancora più rilevante rispetto ad altre regioni italiane, considerando la dipendenza dai trasporti marittimi e su gomma per il collegamento con il resto del Paese. Da qui la richiesta di interventi strutturali e di misure immediate per sostenere un comparto ritenuto essenziale per l’economia regionale.



















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