Due giovani, di 18 e 20 anni, sono stati raggiunti da un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale, per il brutale pestaggio avvenuto lo scorso 26 aprile all’interno di un fast food in piazza Borsellino, nel capoluogo etneo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due – B.S. (classe 2006) e P.C. (classe 2004, già detenuto per altra causa) – sarebbero coinvolti, insieme a un minorenne (per cui procede la Procura per i Minorenni), nell’aggressione ai danni di tre giovani, colpiti con calci, pugni, schiaffi e persino sgabelli lanciati all’interno del locale.
Le vittime – che hanno riportato lesioni con prognosi comprese tra i 7 e i 21 giorni – sarebbero state aggredite per motivi legati all’orientamento sessuale. A scatenare la furia dei tre, infatti, sarebbero stati alcuni discorsi di natura omosessuale tra i ragazzi, giudicati evidentemente “intollerabili” dagli aggressori.
A confermare la matrice omofoba dell’episodio sono state le stesse vittime e diversi testimoni, tra cui una ragazza che, per interrompere il pestaggio, ha spruzzato spray al peperoncino all’interno del locale, rendendo l’aria irrespirabile. Fondamentale anche l’intervento di un operatore ecologico, che ha bloccato uno degli aggressori mentre stava per colpire un ragazzo con un casco.
Le indagini della Squadra Mobile di Catania – coordinate dalla Procura e condotte dalla Sezione “Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori” – hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due giovani. L’attività investigativa, tradizionale ma capillare, si è basata su testimonianze dirette, riconoscimenti fotografici, immagini di videosorveglianza e dati estratti dai social network.
Al termine delle formalità di rito, i due indagati sono stati sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Catania, con il divieto di uscire di casa tra le 21:00 e le 06:30. Restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.