A San Vito Lo Capo c’è la sabbia sotto i piedi, il mare a pochi metri e una brezza che attraversa la spiaggia, accarezzando i volti del pubblico. Poi arrivano le prime note e quella distesa di fronte al Mediterraneo si trasforma in un teatro. È il volto più suggestivo del Cous Cous Fest, quello in cui il cibo incontra la musica e una festa gastronomica diventa anche un grande racconto di culture, incontri e contaminazioni. Il 25 settembre, protagonista del Palco sulla Spiaggia è stato Gaetano Curreri, insieme ad Andrea Fornili e Roberto Drovandi. Una presenza che porta con sé una parte importante della storia della musica italiana: quella degli Stadio, delle grandi collaborazioni, delle canzoni entrate nella memoria di più generazioni e di un percorso artistico costruito in decenni di musica. Per dieci giorni, quel palco straordinario affacciato sul mare accoglie artisti e pubblico, facendo della musica una delle anime del Cous Cous Fest.

Il tema dell’incontro è stato al centro delle parole di Curreri. Dal palco, il cantautore ha ricordato come la cucina possa unire e come il Cous Cous Fest rappresenti un ambasciatore di culture, popoli e Paesi. Un messaggio che trova nel festival la sua espressione più naturale: un viaggio attraverso il Mediterraneo e oltre, capace di incontrare tradizioni differenti e trasformarsi in un’occasione di condivisione. Ma ascoltare Curreri significa anche entrare nella storia della musica italiana attraverso alcuni dei suoi protagonisti più importanti.

C’è innanzitutto Lucio Dalla. Con il cantautore bolognese, figura fondamentale nel percorso umano e artistico di Curreri, c’era un legame nato tanti anni fa e diventato, nel tempo, una delle relazioni più significative della sua vita. Dalla è stato maestro, amico, compagno di viaggio e riferimento musicale. Un rapporto che ha lasciato una traccia profonda e che Curreri ha voluto onorare anche sul palco di San Vito Lo Capo, riportando alla memoria una stagione straordinaria della canzone italiana.
E poi c’è Vasco Rossi, un altro capitolo fondamentale della storia musicale di Curreri. La loro collaborazione attraversa gli anni e alcune delle canzoni più conosciute del repertorio di Vasco portano anche la firma e il contributo di Curreri. Due percorsi artistici differenti, uniti da una lunga storia di musica e amicizia.

l 25 settembre, però, tutto questo è accaduto dentro una cornice difficilmente replicabile: la spiaggia. Trentottomila spettatori con i piedi nella sabbia, gli occhi rivolti verso il palco e il mare che respirava a pochi passi. Una brezza leggera scivolava tra gli spettatori, accarezzandone i volti e accompagnando l’espressione di chi ascoltava. Sembrava quasi che il Mediterraneo avesse deciso di entrare nel concerto, diventando parte della musica. E allora viene naturale pensare al vento di Ti mando un bacio, brano degli Stadio scritto da Curreri con Bettina Baldassarri. Un’immagine che quella sera sembrava prendere forma davanti agli occhi del pubblico: il vento che porta con sé parole, emozioni e ricordi. Una festa che parte dalla cucina e arriva alla musica, passando attraverso storie, popoli e culture.

















