Gela (CL) – Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, lancia un duro affondo contro il degrado dell’assistenza sanitaria e la crisi del settore primario nel comprensorio nisseno. Intervenendo nel corso della manifestazione di Gela, il primo cittadino niscemese ha chiesto l’immediato potenziamento delle strutture ospedaliere dell’area — che comprende Gela, Niscemi, Butera e Mazzarino — per porre fine ai drammatici “viaggi della speranza” dei pazienti verso Catania, Palermo o il Nord Italia. Conti ha ricordato la forza istituzionale del deliberato della conferenza dei sindaci sulla sanità, sottolineando come la tutela della salute debba superare ogni steccato politico. Contestualmente, il sindaco ha esteso l’allarme al mondo agricolo, segnalando il rischio concreto di blocco della produzione per i produttori e i contoterzisti locali, e sollecitando le forze politiche a destinare d’urgenza un fondo compreso tra i 10 e i 20 milioni di euro a sostegno del comparto.
Le prese di posizione del primo cittadino di Niscemi si sono inserite nella cornice del grande corteo che ha sfilato lungo le vie di Gela, culminando nei pressi dell’ospedale “Vittorio Emanuele”. La mobilitazione è giunta a coronamento di oltre due mesi di presidio continuo con i gazebo allestiti davanti alla struttura, nati per denunciare la cronica e drammatica carenza di medici e infermieri che mette in ginocchio il Pronto soccorso e i reparti ospedalieri del territorio. All’iniziativa hanno partecipato compatti i quattro sindaci del comprensorio — il primo cittadino di Gela Terenzio Di Stefano, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti e i colleghi di Butera e Mazzarino —, sostenuti da rappresentanti sindacali, associazioni di categoria, comitati civici, operatori sanitari e da un folto corteo di agricoltori giunti con i trattori a supporto della vertenza. La piazza ha sollecitato un piano straordinario di assunzioni e garanzie sui servizi essenziali alla Regione Siciliana e all’Asp di Caltanissetta, vedendo la partecipazione di oltre 4.000 persone secondo le stime delle forze dell’ordine.


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