Dopo due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, oltre un anno trascorso complessivamente in orbita e numerose attività extraveicolari, per Luca Parmitano si apre una nuova sfida. L’astronauta italiano farà infatti parte della missione Artemis III della Nasa, diventando l’unico rappresentante europeo nell’equipaggio.
Nato il 27 settembre 1976 a Paternò e profondamente legato a Catania, città che considera la propria casa, Parmitano è oggi uno dei profili più esperti del corpo astronauti europeo. Nel corso della sua carriera ha accumulato 366 giorni nello spazio e ha preso parte a sei passeggiate spaziali, per un totale di oltre 33 ore di attività all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale.
La sua prima esperienza in una missione di lunga durata risale al 2013. In quell’anno raggiunse la Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito della missione “Volare”, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana. Partito dal cosmodromo di Baikonur a bordo di una Soyuz, rimase in orbita per 166 giorni, contribuendo a più di venti esperimenti scientifici, partecipando a due attività extraveicolari e alle operazioni di attracco di quattro veicoli spaziali. Sei anni dopo tornò nello spazio con la missione “Beyond”. Il lancio avvenne il 20 luglio 2019, data simbolica che coincide con il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Durante la permanenza di 201 giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale, Parmitano raggiunse un importante traguardo diventando il primo italiano e il terzo europeo a ricoprire il ruolo di comandante della struttura orbitante. Nel corso della missione fu impegnato anche in una delicata serie di interventi sullo Spettrometro Magnetico Alfa (AMS-02), strumento dedicato allo studio delle particelle cosmiche. Le quattro uscite effettuate in quell’occasione portarono a oltre 25 ore di lavoro all’esterno della stazione.
Accanto alle attività operative, l’astronauta italiano ha contribuito a decine di progetti di ricerca. Durante la missione “Beyond” ha supportato più di 50 esperimenti europei e circa 200 iniziative scientifiche internazionali. Tra gli episodi più particolari del suo soggiorno nello spazio figurano anche una sessione musicale trasmessa in diretta dall’orbita terrestre, un intervento alla conferenza ONU sul clima COP25 e alcuni collegamenti dedicati alla divulgazione scientifica con premi Nobel.
L’ingresso nell’equipaggio di Artemis III rappresenta ora un nuovo riconoscimento per una carriera che ha già lasciato un segno nella storia dell’esplorazione spaziale italiana ed europea.