La Procura della Repubblica di Palermo ha deciso di impugnare davanti al Tribunale del Riesame l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che, nei giorni scorsi, aveva disposto solo in parte le misure cautelari richieste dai pubblici ministeri nell’ambito della maxi inchiesta su presunti illeciti nella gestione di concorsi, nomine e appalti nella sanità siciliana. Il Gip Carmen Salustro aveva imposto gli arresti domiciliari a Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, a Roberto Colletti, già manager dell’azienda ospedaliera Villa Sofia, e ad Antonio Iacono, direttore del Trauma Center dello stesso nosocomio. Per altri indagati, tra cui l’ex braccio destro di Cuffaro, Vito Raso, e Mauro Marchese, era stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo i magistrati palermitani, le misure adottate non sarebbero sufficienti a garantire le esigenze cautelari legate alla gravità delle accuse. Per questo è stato presentato ricorso al Riesame, con l’obiettivo di ottenere provvedimenti più incisivi nei confronti di alcuni indagati. La Procura ha chiarito che il ricorso non riguarda Saverio Romano e Vito Fazzino, per i quali il Gip aveva escluso la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza.