La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità alla delibera CIPESS n. 41/2025, che approvava il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione, assunta dalla Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del Governo, rappresenta un nuovo ostacolo tecnico alla realizzazione della grande opera tra Sicilia e Calabria. La delibera, approvata dal CIPESS il 6 agosto 2025, prevedeva l’assegnazione di fondi per lo sviluppo e la coesione e il via libera al progetto definitivo ai sensi del decreto-legge n. 35/2023. Tuttavia, la Corte dei Conti ha ritenuto di non ammettere il provvedimento al visto e alla conseguente registrazione, confermando le riserve espresse dal giudice istruttore durante l’adunanza del 29 ottobre. Le motivazioni ufficiali della bocciatura non sono ancora state rese pubbliche e saranno comunicate entro 30 giorni. Secondo indiscrezioni, tra i punti critici vi sarebbero dubbi sulla competenza del CIPESS, considerato un organo politico, e sulla legittimità del riutilizzo dei vecchi contratti del 2006 per l’attuazione del progetto.
La decisione ha provocato immediate reazioni da parte del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “ennesima invasione della giurisdizione sulle scelte del governo e del Parlamento” aggiungendo: “Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”.
“Tutto l’iter seguito è stato sempre svolto nel pieno rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte – ha detto l’Amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci – Restiamo in attesa delle motivazioni mantenendo l’impegno di portare avanti l’Opera, missione che ci è stata affidata da tutto il Governo e dal Ministero delle infrastrutture in attuazione delle leggi approvate dal Parlamento italiano”.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha definito la bocciatura “una scelta politica che danneggia il Paese”. Nonostante il parere negativo della Corte, il governo ha dichiarato l’intenzione di proseguire con l’iter progettuale, sottolineando che il visto di legittimità non è vincolante per la prosecuzione dell’opera.


















