L’aroma del miele ai piedi del castello: a Mussomeli il torrone nisseno slow food di “the road to terra madre”

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Mussomeli (CL) – L’aroma intenso e avvolgente del miele di millefiori cotto a fuoco lento ha impregnato l’aria della piazza sottostante il Castello Manfredonico, trasformando l’area del Villaggio Slow Food in un laboratorio olfattivo a cielo aperto. È stato questo il biglietto da visita con cui il torrone tradizionale di Caltanissetta ha conquistato il pubblico durante la tappa siciliana di “The road to Terra Madre”, all’interno della festa del Castello di Mussomeli.

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Domenica il Villaggio Slow Food ha ospitato un laboratorio del gusto interamente dedicato a una delle eccellenze dolciarie dell’entroterra dell’Isola: il “Turruni” nisseno, riconosciuto come Presidio Slow Food. A condurre il laboratorio e a mostrare dal vivo le fasi della preparazione sono stati i maestri torronai Davide Scancarello e Salvatore Miraglia, custodi di una tradizione ultracentenaria che si basa su regole ferree: filiera strettamente locale e totale assenza di additivi chimici o conservanti artificiali.

Sette ore di cottura e tre ingrendienti: da disciplinare del presidio

Al centro del laboratorio vi è stata la spiegazione del metodo di lavorazione tradizionale. Il disciplinare del Presidio prevede l’impiego esclusivo di soli tre ingredienti del territorio: miele (con prevalenza di nettare di sulla e achillea), mandorle e pistacchi coltivati in Sicilia.

La particolarità tecnica risiede nella fase di cottura: il miele viene lavorato nella caldaia di rame – la cosiddetta “quadara” – per circa sette ore a bassa temperatura e a fuoco dolce. Solo al termine di questo prolungato processo di riduzione si uniscono la frutta secca tostata e la granella di pistacchio, prima che il composto, noto come “la fatta”, venga steso sui tradizionali telai di legno di faggio (“tulari”) e livellato a mano con il mattarello.

Le dichiarazioni dei protagonisti

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«Il nostro non è semplicemente un dolce, ma una sintesi alchemica di pazienza e materia prima pura», ha dichiarato il maestro torronaio nisseno Davide Scancarello durante la dimostrazione. «Cuocere il miele per sette ore a bassa temperatura senza ricorrere a scorciatoie industriali, né ad additivi o conservanti, significa preservare l’identità organolettica della nostra terra e garantire la sopravvivenza di una manualità che a Caltanissetta ci tramandiamo da generazioni».

A rimarcare la portata politica e culturale dell’iniziativa è intervenuto anche il presidente regionale di Slow Food Sicilia, Fabio Di Francesco: «La tappa di Mussomeli all’interno di “The road to Terra Madre” rappresenta una vetrina fondamentale per raccontare la biodiversità e la sostenibilità dei nostri prodotti. Il Presidio del torrone di Caltanissetta è l’esempio concreto di come la tutela della biodiversità e la difesa dei piccoli produttori locali possano trasformarsi in un motore di sviluppo per l’entroterra siciliano».

La sessione si è conclusa con la degustazione guidata per i partecipanti, che hanno potuto analizzare la consistenza e le note aromatiche di un prodotto che continua a rappresentare la storia gastronomica del capoluogo nisseno.

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