La denuncia di Annalisa Petitto, consigliera provinciale e comunale e leader di Area Civica, scuote il dibattito politico nisseno. Nei giorni scorsi Petitto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, una segnalazione al responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza (RPCT) e un’interrogazione formale sulla gestione del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta. Al centro delle contestazioni vi sarebbe la presenza negli uffici dell’ente di un soggetto privo di incarico istituzionale e la prospettiva di un investimento di circa un milione di euro per cinque componenti di staff “di fiducia”, tutti riconducibili a un medesimo “giro politico”. A rafforzare la posizione di Petitto è intervenuto Carmelo Miceli, coordinatore regionale di Progetto Civico Italia, che ha ribadito: “Se negli uffici pubblici si muove stabilmente chi non ha alcun ruolo istituzionale, il problema non è personale ma istituzionale”. Miceli ha sottolineato come la consigliera abbia agito nel pieno rispetto del mandato civico, scegliendo di non “voltarsi dall’altra parte” ma di consegnare i fatti agli organi competenti.
Miceli ha chiamato in causa direttamente il presidente della Regione, Renato Schifani, invitandolo a non ignorare la vicenda: “Non è un mistero che il presidente del Libero Consorzio Tesauro e il soggetto al centro della vicenda siano espressione dell’area di Forza Italia e dell’entourage dell’on. Mancuso. È il momento che Schifani apra gli occhi sui suoi colonnelli, mandi ispettori o prenda in mano il caso Caltanissetta”. Secondo Miceli, la gestione del Consorzio rischia di trasformarsi in un “feudo politico”, con ricadute sulla trasparenza e sulla credibilità delle istituzioni locali.
Il coordinatore regionale ha rimarcato il valore politico della mobilitazione: “A Caltanissetta c’è un pezzo di cittadinanza che ha scelto Annalisa Petitto e Area Civica proprio perché non si rassegna alle zone grigie e agli “amici” che entrano e escono dagli uffici come se fossero a casa loro. A quella gente diciamo: non siete soli”. Miceli ha ribadito che Progetto Civico Italia è in campo per difendere l’idea di istituzioni come luoghi regolati, trasparenti e verificabili, non come “salotti” o “retrobottega”. “Ora parlino gli atti, i controlli e le verifiche degli organi competenti – ha concluso Miceli –. Noi continueremo a sostenere chi, come Annalisa Petitto e Area Civica, si assume la responsabilità di disturbare i manovratori quando le regole vengono piegate alla convenienza di pochi”.