“Non può che definirsi allarmante la situazione dei musei e dei parchi archeologici siciliani, segnati da gravi carenze di personale e da sistemi di sorveglianza spesso inadeguati. – Intervengono così da Italia Nostra Sicilia – Il caso del Museo Regionale Accascina di Messina è emblematico, ma purtroppo non isolato. A essere esposto a rischi crescenti è l’intero patrimonio culturale dell’Isola.”

Organici insufficienti, aperture limitate o condizionate dalla mancanza di personale, impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine, assenza di adeguati sistemi di videosorveglianza: queste le criticità che emergono con sempre maggiore evidenza.
Il Museo dei Relitti Greci di Gela, ad esempio, è chiuso per l’impossibilità di garantire la vigilanza con il personale attualmente disponibile, mentre il ricchissimo Museo Archeologico Regionale, chiuso da quattro anni per lavori di consolidamento e ristrutturazione, non ha ancora riaperto per analoghe carenze di personale.
Non sono casi isolati, le criticità interessano anche il Parco archeologico di Morgantina e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Palazzo Mirto, a Palermo, è invece chiuso al pubblico dal 2023, mentre al Museo Salinas il primo e il secondo piano risultano inaccessibili a causa di carenze organizzative e di organico. Chiuso da anni anche il Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta, interdetto al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria e anch’esso con personale insufficiente. Sono state segnalate gravi carenze anche nei sistemi di protezione dell’Antiquarium Pirro Marconi di Himera, dove sono custoditi preziosi reperti archeologici.

“È un quadro inaccettabile, che richiede interventi urgenti e una strategia complessiva per la gestione, la sicurezza e la valorizzazione dei beni culturali siciliani. – sostiene Italia Nostra – Il Governo siciliano si attivi senza ulteriori ritardi e predisponga un piano straordinario per la sicurezza dei musei e dei parchi archeologici, affrontando in maniera strutturale le carenze di personale e le insufficienze delle infrastrutture di protezione. La Sicilia custodisce uno dei patrimoni storici, artistici e archeologici più importanti al mondo. Non è quindi più tollerabile affidarne la tutela a soluzioni emergenziali, interventi frammentari e organici ridotti all’osso.”
Bandire nuovi concorsi per potenziare e qualificare gli organici, investire nella formazione e garantire la presenza di personale adeguatamente preparato, in grado di assicurare la custodia, la sicurezza e la corretta fruizione dei luoghi della cultura appare indispensabile.
“Un investimento che rappresenterebbe anche un’importante opportunità occupazionale per i tanti talentuosi giovani siciliani, consentendo loro di costruire il proprio futuro professionale nell’Isola.” dicono – servono visione, programmazione e qualità progettuale. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale non possono essere affidate all’improvvisazione: richiedono risorse adeguate, competenze, responsabilità istituzionali e interventi concreti. La salvaguardia di questo straordinario patrimonio è un dovere verso la nostra storia, la nostra identità e le generazioni future.”