La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un maxi sequestro da oltre 2,5 milioni di euro nei confronti di Giovanni Palazzolo, imprenditore 70enne originario di Carini e fondatore della nota società di spedizioni Gls. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Palermo nell’ambito di un’indagine che ipotizza il suo coinvolgimento nella gestione della latitanza del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo.
Il sequestro riguarda nove immobili, tra terreni e fabbricati, oltre al 50% delle quote di una società in accomandita semplice operante nel settore edile. I beni si trovano tra le province di Palermo e Trapani.
Contestualmente all’esecuzione della misura patrimoniale, il Tribunale ha fissato per il mese di settembre l’udienza per discutere l’eventuale applicazione di ulteriori misure di prevenzione personali.
Palazzolo era stato arrestato lo scorso 10 aprile nel corso dell’operazione “Nemesi”, condotta dalla Dia. Le accuse a suo carico sono pesanti: associazione mafiosa e riciclaggio. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Palermo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Secondo quanto evidenziato dalla Dia, sarebbe emersa una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati da Palazzolo e gli investimenti da lui effettuati, risultati di gran lunga superiori alle sue entrate ufficiali.