Certe notti al chiarore di luna, la luce delle stelle risplende sul centro Sicilia. L’itinerario verso il cielo si snoda lungo il crinale tra il monte Calvario e Ottavio, intermezzato dalla storica miniera di zolfo Nadurello e dal Museo della Zolfara, fino alla sommità dell’altura dov’è ubicato l’osservatorio astronomico di Montedoro. Un percorso sospeso tra cielo e terra, dalle pendici di uno dei più importanti luoghi di estrazione di zolfo al cospetto della magnificenza del firmamento. Stelle e zolfo, assieme a scorci di un lontano passato custoditi all’interno del museo. Un vero e proprio gioiellino in cui è allestita una mostra permanente sul patrimonio storico e mineralogico, impreziosita anche dalle fotografie di Louise Hamilton Caico e dai plastici di Roberto Vanadia. Da un paio di anni il ventiduenne Matteo Mantione, affiancato dal fratello Francesco, dal padre Alessandro e da Davide Petix (membri dell’associazione Stargeo) e da altri volenterosi collaboratori a lui coetanei, si è impegnato nell’introduzione di una serie d’iniziative accattivanti al fine di valorizzare il patrimonio culturale locale.
“Dopo la laurea in Economia al Politecnico di Torino, ho deciso di tornare a Montedoro e ho preso in gestione il complesso dell’osservatorio e del museo assieme ad altri ragazzi. Negli ultimi mesi ci siamo impegnati per la manutenzione di alcune parti logore e inagibili, danneggiate dal mal tempo e da infiltrazioni d’acqua. È stato particolarmente delicato l’intervento effettuato alla cupola del museo ma adesso è pronto alla riapertura. Per la prima volta dopo parecchi anni, inoltre, sarà visitabile il secondo piano dov’è allestita una mostra della Serie Gessoso-Solfifera del centro urbano e dintorni.” Dichiara Matteo Mantione.
Il giovane montedorese, partecipe in prima persona ai lavori di manutenzione a sostegno di una ditta specializzata, inizia la sua esperienza all’interno delle strutture a sedici anni. A seguito della chiusura forzata a causa della pandemia, riflette su quali strategie adottare per valorizzarle. Gli studi universitari e il soggiorno didattico in Inghilterra sono stati di fondamentale importanza, poiché alla vista della massificazione dei costumi nelle grandi metropoli, comprende l’importanza del valore identitario della propria terra. Conscio anche del rinomato immobilismo siculo, approfondito tramite le letture del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Vicende e costumi siciliani di Louise Hamilton Caico, fa tesoro delle conoscenze acquisite per applicarle nell’Osservatorio e nel museo.
“Assieme ai volontari abbiamo organizzato una serie di eventi e attività, sperimentando nuovi e diversi canali di divulgazione e modalità di linguaggio per rendere più accattivanti le visite e coinvolgere un’ampia varietà di pubblico. L’obiettivo è trasformare il complesso in un presidio culturale attivo, che funga da luogo d’ispirazione e condivisione. Abbiamo in programma anche di allestire una sala convegni per la ricerca scientifica”.


Durante il periodo autunnale e invernale sono state intense le visite didattiche in cui sono giunti studenti da gran parte della Sicilia, perfino da istituti di Giardini Naxos. È stata accolta anche una scolaresca di Racalmuto, grazie alla quale Matteo ha avuto la fortuna di conoscere il dottore Carmelo Falco, astrofisico associato all’Osservatorio di Torino e supervisore nazionale della rete PRISMA (prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera). Un incontro fortuito e inaspettato dato che quest’ultimo si era recato lì per accompagnare la figlia.
“Sono un grande appassionato di astronomia: una scienza interdisciplinare non circoscrivibile all’effimera osservazione ma stimolatrice di pensieri e profonde riflessioni. Le grandi distanze all’interno della Via Lattea, fanno capire quanto in realtà siamo piccoli nella vastità dell’universo. Applicando questa interpretazione in ambito sociale, è possibile riflettere sulla vacuità dei piccoli problemi, erroneamente considerati insormontabili a confronto dell’immensità dello spazio. È proprio ciò che cerco di trasmettere ai visitatori durante gli incontri.” Spiega Matteo Mantione.
L’ appuntamento inaugurale della stagione estiva è fissato per sabato 6 giugno alle ore 18:00 con la riapertura e la visita gratuite al museo delle Zolfara e alla miniera Nadurello, arricchite da workshop e talk in collaborazione con le associazioni culturali del territorio e l’organizzazione PattoXRestare.

