Muore Arnold, storico cane del centro storico di Caltanissetta: il WWF denuncia arretramento delle politiche contro il randagismo

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Arnold
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Arnold non era soltanto un cane di quartiere: per il centro storico di Caltanissetta era una presenza familiare, un abitante riconosciuto della “Strata ’a foglia”, dove commercianti e residenti lo consideravano parte della comunità. La sua morte, avvenuta nei giorni scorsi dopo una lunga vecchiaia trascorsa tra affetto e attenzioni, segna la scomparsa di uno dei primi “cani di quartiere” ufficialmente riconosciuti in città e riporta al centro del dibattito pubblico il tema – oggi più che mai critico – della gestione del randagismo.

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Arnold era entrato nel programma comunale avviato nel 2008, quando presso l’ex scuola rurale di contrada Bucceri era stato istituito un ambulatorio veterinario pubblico dedicato alla sterilizzazione dei randagi, poi reimmessi nei quartieri di provenienza. Fu uno dei primi cani a beneficiare di quel modello, diventando un esempio di convivenza serena tra animali urbanizzati e cittadini. Negli ultimi mesi, complice l’età avanzata e le condizioni di salute, aveva smesso di girare per il centro ed era accudito da una volontaria che lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno.

Con Arnold se ne va anche un modello di saggia gestione degli animali urbanizzati, un simbolo positivo di convivenza in una città spesso zoofoba“, commenta Ennio Bonfanti, presidente del WWF Sicilia Centrale e coordinatore provinciale delle Guardie Zoofile. Per Bonfanti, la sua morte è anche l’occasione per ricordare un periodo in cui Caltanissetta aveva imboccato una strada virtuosa nella lotta al randagismo: “Nei primi anni Duemila, soprattutto con le Giunte Messana, l’Amministrazione – in collaborazione con le associazioni – fece passi da gigante, puntando sulla sterilizzazione come strumento centrale”. Una stagione che, secondo il WWF, oggi appare lontana. Bonfanti denuncia infatti «un pauroso arretramento»: da quasi un anno le sterilizzazioni sono sospese e manca una strategia complessiva. Il riferimento è alla chiusura, nell’aprile 2025, del “Centro di igiene urbana veterinaria” attivato nel 2019 presso l’ex scuola elementare di Due Fontane. Con la chiusura della struttura si sono fermati anche i servizi essenziali: ambulatorio veterinario, anagrafe canina, interventi di sterilizzazione e gestione del randagismo.

Le conseguenze sono immediate: per regolarizzare un cane non iscritto all’anagrafe – possibilità prevista dalla “Legge Brambilla” n. 82/2025 – volontari e cittadini sono costretti a rivolgersi ai comuni limitrofi, come Delia, dove molti nisseni si recano per ottenere la microchippatura gratuita. Il WWF punta il dito anche sui costi: «La gestione del randagismo è diventata economicamente insostenibile», afferma l’associazione. A Caltanissetta il Comune spende circa 900mila euro l’anno per il servizio di cattura, ricovero e cure sanitarie dei cani ospitati nei canili privati convenzionati: oltre 800 animali che comportano una spesa mensile superiore ai 70mila euro. “A fronte di riunioni e tavoli tecnici, a quasi due anni dall’insediamento della Giunta Tesauro non si vede un’azione concreta”, aggiunge Bonfanti, ricordando come il programma elettorale del sindaco prevedesse il “potenziamento delle sterilizzazioni”, rimasto però lettera morta. Critiche anche all’operato dell’ex assessore Tilde Falcone, giudicato “deludente e poco significativo”.

Da qui l’appello al sindaco per un’immediata inversione di rotta: “Serve un intervento urgente che dimostri la volontà di ridurre l’impatto economico delle convenzioni con i canili privati, che generano profitti per le imprese ma nessun beneficio per la collettività”. Il WWF rivolge infine un augurio di buon lavoro al nuovo assessore Cristian Genovese, ribadendo la disponibilità dell’associazione a collaborare per individuare strategie efficaci, capaci di coniugare risparmio economico, benessere animale, legalità e trasparenza.

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