Nuove accuse per Galvagno: corruzione, falso e peculato nell’uso dell’auto di servizio

Gaetano GalvagnoGaetano Galvagno
On. Gaetano Galvagno
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Arriva un nuovo avviso di conclusione delle indagini per Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, indagato dalla Procura di Palermo per corruzione e peculato. A queste accuse si aggiungono, secondo quanto riportato nell’atto della Procura, anche contestazioni di falso e truffa in concorso con l’autista Roberto Marino, relative all’utilizzo dell’auto di servizio, già oggetto dell’ipotesi di peculato.

IMG 1795 Nuove accuse per Galvagno: corruzione, falso e peculato nell’uso dell’auto di servizio
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Secondo i pm, Galvagno avrebbe fatto un uso improprio dell’auto blu, trasportando a bordo persone a lui vicine, mentre l’autista Marino avrebbe compiuto presunte irregolarità nelle attestazioni di viaggio. Le contestazioni dei magistrati riguardano quindi la responsabilità in concorso del presidente dell’Ars. L’accusa di truffa si riferisce a indennità di missione e rimborsi percepiti dall’autista, basati su documenti ritenuti falsi, che sarebbero stati controfirmati da Galvagno.

Nel nuovo avviso di conclusione delle indagini figura anche l’accusa di corruzione contestata a Galvagno in concorso con l’ex portavoce Sabrina De Capitani, legata a somme destinate a iniziative promosse da Marcella Cannariato che, secondo gli inquirenti, avrebbero comportato contropartite illecite. Non compare invece più alcun riferimento al precedente filone di presunta corruzione relativo ai finanziamenti per il Capodanno di Catania 2024, oggetto di documentazione e testimonianze fornite dalla difesa.

Nei prossimi 21 giorni la difesa di Galvagno, rappresentata dagli avvocati Munes, Reina e Lo Presti, potrà depositare memorie difensive e, se lo riterrà opportuno, richiedere l’interrogatorio del presidente. Successivamente la Procura potrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio.

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