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Operazione “Millennium”: anche Agrigento nella rete della ‘Ndrangheta

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Dalle prime ore dell’alba di oggi è in corso una vasta operazione antimafia denominata “Millennium”, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal procuratore Giuseppe Lombardo.

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97 le misure cautelari eseguite (81 in carcere, 16 ai domiciliari) su disposizione del GIP del Tribunale reggino, con oltre 200 indagati in tutta Italia, da Reggio Calabria a Milano, Torino,Agrigento, Roma e altre province.

L’indagine, avviata nel 2018, ha ricostruito la rete di alleanze tra cosche storiche della ‘ndrangheta, tra cui ALVARO e BARBARO Castani, evidenziando una struttura unitaria denominata “provincia”, capace di coordinare attività criminali su scala nazionale e internazionale.

Le cosche avevano dato vita a un’organizzazione stabile e sovraordinata per gestire in modo monopolistico il traffico internazionale di cocaina, con importazioni dal Sud America (Colombia, Brasile e Panama), sfruttando il porto di Gioia Tauro e la complicità di operatori portuali.

Numerose le attività estorsive a carico di commercianti e imprese aggiudicatarie di lavori pubblici. I clan imponevano il pizzo o la “messa a posto”, con richieste fino al 3% del valore degli appalti. Documentate infiltrazioni negli appalti pubblici e perfino nella fornitura di mascherine e guanti all’ASP di Reggio Calabria.

Accertata anche un’associazione finalizzata al procacciamento illecito di voti, per favorire una candidata (poi non eletta) alle elezioni regionali della Calabria.

L’operazione ha fatto luce anche su episodi drammatici, come il sequestro di persona con estorsione tra cosche rivali, tentativi di corruzione in Cassazione, e nuovi dettagli sul sequestro e l’omicidio di Mariangela Passiatore, avvenuto nel 1977 a Brancaleone.

Due le società sequestrate, attive nei settori della ristorazione e dell’edilizia, ritenute funzionali al riciclaggio e al sostegno logistico dell’associazione mafiosa.

Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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