Clan Laudani, colpito il tesoro di “u’ vittaru”: sequestri per oltre 1 milione

22052025 085257 Foto DOCUMENTI Clan Laudani, colpito il tesoro di “u’ vittaru”: sequestri per oltre 1 milione 22052025 085257 Foto DOCUMENTI Clan Laudani, colpito il tesoro di “u’ vittaru”: sequestri per oltre 1 milione
ASCOLTA

Catania – Beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati a Orazio Salvatore Scuto, ritenuto figura di rilievo del clan mafioso “Laudani”, attivo soprattutto nell’area di Acireale. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione – è stato eseguito dalla Guardia di Finanza su delega della Procura Distrettuale etnea, nell’ambito delle attività volte a colpire i patrimoni illeciti riconducibili alla criminalità organizzata.

PROMO

Il sequestro riguarda due ditte individuali con sede ad Acireale e Valverde, operanti nei settori della ristorazione e della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, due immobili di pregio, un terreno, un’autovettura e tre conti correnti. Tutti i beni sono risultati non compatibili con i redditi leciti dichiarati da Scuto e sono stati giudicati frutto di attività illecite.

Conosciuto come “Araziu u’ vittaru”, Scuto ha alle spalle oltre trent’anni di attività criminale documentata, con condanne definitive per associazione mafiosa. Era già stato arrestato nel 2020 nell’ambito dell’operazione “Report”, che portò in carcere 18 persone accusate, a vario titolo, di mafia, estorsione, usura, turbativa d’asta, detenzione di armi e favoreggiamento.

Anche dal carcere, dove si trovava detenuto a Caltanissetta, Scuto riusciva a mantenere contatti con l’organizzazione: secondo le indagini, impartiva ordini tramite “pizzini” nascosti all’interno di succhi di frutta e barrette di cioccolato consegnati ai familiari durante i colloqui.

Le indagini economico-finanziarie condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania hanno fatto emergere una sproporzione tra i beni accumulati da Scuto e le sue fonti reddituali ufficiali. L’autorità giudiziaria ha quindi ritenuto che il suo patrimonio fosse il risultato delle attività delittuose del clan Laudani, noto anche come “Mussi i Ficurinia”.

PROMO
error: Contenuto protetto - © ViU News