Otto persone sono state fermate tra polizia e carabinieri nell’ambito di un’indagine su una serie di gravi episodi intimidatori avvenuti negli ultimi mesi tra Montepellegrino, Sferracavallo e Isola delle Femmine. I provvedimenti hanno consentito di ricostruire diversi fatti di sangue e azioni riconducibili a dinamiche estorsive e di criminalità organizzata.
Sei fermi sono stati eseguiti dalla polizia e due dai carabinieri. Tra questi, quattro riguardano gli autori di una sparatoria avvenuta alla fine di aprile in via Don Minzoni, dove sarebbero stati esplosi colpi di Kalashnikov contro un’abitazione. L’episodio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe legato a un debito di circa 4.000 euro riconducibile a una presunta fornitura di stupefacenti. La vicenda avrebbe avuto un seguito immediato. Il giorno successivo, infatti, la famiglia coinvolta nella sparatoria avrebbe organizzato un agguato armato in via Montalbo, colpendo persone presenti in strada nel tentativo di uccidere Danilo D’Ignoti, che è rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco alla gamba.
Altri due fermati, di 21 e 19 anni, sono invece accusati del furto di un’auto utilizzata lo scorso marzo per un attentato incendiario ai danni di un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.
Ulteriori due giovani, di 19 e 25 anni, sarebbero coinvolti in una serie di azioni intimidatorie riconducibili al racket: secondo l’accusa, avrebbero collocato bottiglie incendiarie accompagnate da biglietti con richieste di pizzo da 5.000 euro all’esterno di otto attività commerciali a Isola delle Femmine.
Le indagini proseguono per individuare gli eventuali registi delle azioni criminali e chiarire i collegamenti tra i diversi episodi di violenza registrati nell’area. Parallelamente, gli investigatori sono impegnati anche nella ricerca delle armi utilizzate, inclusi Kalashnikov, che potrebbero essere stati nascosti in alcuni condomini del mandamento mafioso di Tommaso Natale–San Lorenzo.



















