CALTANISSETTA – Mettere in sicurezza il territorio senza cedere all’allarmismo, accelerando sui cantieri e blindando il monitoraggio costante del fronte franoso. È il perimetro tracciato a Caltanissetta, negli uffici della Prefettura, dal capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, durante la presentazione del piano di interventi per Niscemi. Una strategia che punta a voltare pagina dopo il dissesto di fine gennaio, coniugando la protezione della popolazione con la celere cantierabilità delle opere idrauliche.
«In realtà i piani sono due: uno riguarda la messa in sicurezza del versante e quindi della frana, l’altro riguarda il piano di demolizione e il pagamento dei contributi ai cittadini che hanno perso la casa», ha spiegato il Prefetto Ciciliano introducendo i temi della riunione.
Focus centrale dell’incontro è stata la strategia tecnica adottata per contrastare il dissesto idrogeologico: «Oggi abbiamo discusso della messa in sicurezza del versante. Si tratta di quattro documenti che riassumono tutte quelle che sono le attività di ingegneria idraulica che devono essere messe in campo». Un intervento mirato, poiché si parla di «una frana che in realtà è composta da tre corpi, quindi tre frane che insistono sullo stesso identico territorio». A queste si aggiungono le criticità legate ai corsi d’acqua locali: «Più ovviamente il torrente Benefizìo, che è una delle con-cause che ha determinato la frana di fine gennaio».
La soluzione individuata punta a stabilizzare il terreno agendo sulle cause primarie del movimento franoso: «In realtà la sintesi è fondamentalmente questa: togliere l’acqua per fare in modo che le attività di messa in sicurezza possano essere svolte nella migliore maniera possibile».
Rispondendo ai dubbi sui rischi attuali e sui movimenti del terreno, Ciciliano ha rassicurato la cittadinanza: «In realtà una frana così grande è ancora in movimento, ma non dà nessun tipo di preoccupazione dal punto di vista della sicurezza quella zona è già stata messa in sicurezza, non prevede in questo momento la presenza di cittadini». E sui leggeri assestamenti ha aggiunto: «Sono frane gigantesche che possono continuare a muoversi di qualche decina di centimetri, non c’è nulla di preoccupante in verità».
In merito alle tempistiche dei cantieri e alla roadmap dei lavori, il Prefetto ha sottolineato la rapidità dell’iter burocratico rispetto al passato: «I lavori cominceranno dopo che saranno stati realizzati i documenti di indirizzo alla progettazione. Oggi sono stati approvati tutti e quattro i documenti delle alternative progettuali». In particolare, «uno di questi è quasi concluso, quello del torrente Benefizìo; penso che nell’arco delle prossime due settimane sarà già pronto e quindi si potrà già andare in gara». Ciciliano ha poi ricordato: «I due programmi sono stati approvati con decreto del Ministro il 27 di maggio, oggi è il 30 di ottobre e stiamo già parlando di messa in gara».
Infine, il Prefetto ha richiamato l’importanza della prevenzione continua e della gestione del rischio a lungo termine: «Si parla proprio di rischio adattivo, perché ci si deve adattare e analizzare. Per poter analizzare è necessario fare delle campagne di monitoraggio continue, e questo monitoraggio non potrà che essere fatto dalle strutture che ordinariamente vivono il territorio: enti locali, comune e regione».
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