La Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo al decreto Ponte, convertendolo in legge con 160 voti a favore, 110 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento, già approvato dal Senato, completa così il suo iter parlamentare e diventa operativo. Il decreto interviene sul quadro normativo relativo alle grandi opere e, in particolare, sul percorso amministrativo del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La norma ridefinisce la sequenza degli atti necessari dopo i rilievi della Corte dei Conti, consentendo alla società concessionaria di aggiornare il piano economico-finanziario e di proseguire con gli adempimenti preliminari. Viene inoltre rimodulata una parte delle risorse già stanziate, spostando al periodo 2030-2034 circa 2,8 miliardi di euro, senza modificare l’importo complessivo previsto per l’opera.
Il dibattito in Aula ha confermato una forte contrapposizione politica. La maggioranza ha sostenuto che il decreto rappresenti un passo decisivo per sbloccare infrastrutture strategiche e garantire continuità amministrativa al progetto del Ponte. Le opposizioni hanno invece criticato l’impianto del provvedimento, contestando l’ampliamento dei poteri commissariali e la mancanza di certezze sulla sostenibilità economica dell’opera. Con l’approvazione definitiva, il dossier passa ora alla fase tecnica: il Ministero delle Infrastrutture dovrà aggiornare gli atti, acquisire i pareri necessari e predisporre la nuova delibera Cipess.