Ponte sullo Stretto, Italia Nostra: “Non risponde ai bisogni reali”

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A poche settimane dal mancato rilascio del visto di legittimità al progetto definitivo da parte della Corte dei Conti, Italia Nostra Sicilia ha organizzato un incontro pubblico nell’elegante atrio di Palazzo D’Amico a Milazzo. L’architetto Leandro Janni, vicepresidente regionale dell’associazione, ha dialogato con l’economista Guido Signorino, rappresentante del movimento “Invece del Ponte”, e con l’ambientalista Anna Giordano del Wwf.

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Attraverso immagini grafiche e fotografiche, Giordano ha posto l’accento sulla fragilità dell’ecosistema dello Stretto e sugli impatti ambientali che il ponte potrebbe determinare. Signorino ha invece illustrato le motivazioni alla base della bocciatura da parte della Corte dei Conti della delibera Cipess, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza da parte del governo. “Di fronte a un’opera così faraonica – ha osservato – trasparenza e responsabilità devono essere alla base del progetto, che comporta costi stimati tra i 13 e i 15 miliardi di euro e sacrifici per un’intera città”.

Nel corso della manifestazione sono intervenuti anche Nella Tranchina, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia, Annalisa Raffa, presidente della sezione di Messina, e Guglielmo Maneri, presidente della sezione di Milazzo e padrone di casa dell’iniziativa. Tutti hanno ribadito, nel settantesimo anniversario di Italia Nostra, l’impegno dell’associazione per la tutela del paesaggio dello Stretto di Messina. Secondo i promotori, il ponte non risponde ai reali bisogni infrastrutturali del Sud e rischia di compromettere in modo irreversibile un’area unica al mondo, che necessita invece di tutela, manutenzione e sviluppo sostenibile. Le risorse pubbliche, è stato sottolineato, dovrebbero essere orientate alla messa in sicurezza del territorio, al potenziamento della mobilità locale e all’ammodernamento delle reti ferroviarie e portuali. Janni ha rimarcato come la politica e il dibattito pubblico ignorino la complessità dello Stretto, ridotta a una “idolatria del ponte”. Affidare all’opera la funzione di “panacea”, ha aggiunto, rischia di diventare un alibi per non affrontare le questioni più profonde: governance, servizi essenziali, mobilità locale, rafforzamento del tessuto sociale.

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L’iniziativa è stata anche un momento di preparazione al Corteo Nazionale contro il Ponte sullo Stretto, in programma a Messina sabato 29 novembre 2025, alle ore 14.00 in Piazza Castronovo. Italia Nostra Sicilia e le sezioni siciliane dell’associazione hanno già aderito, invitando cittadini e sostenitori a partecipare in massa a quella che viene definita una fase decisiva della battaglia contro il progetto.

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