Quando un menù diventa rappresentazione teatrale, L’Orso omaggia Messina in viaggio tra Scilla e Cariddi

Matteo La Spada e LOrso Quando un menù diventa rappresentazione teatrale, L’Orso omaggia Messina in viaggio tra Scilla e CariddiMatteo La Spada e LOrso Quando un menù diventa rappresentazione teatrale, L’Orso omaggia Messina in viaggio tra Scilla e Cariddi
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“Un viaggio TRA SCILLA E CARIDDI – Alla scoperta di miti, lieviti e sapori del territorio”, questo il titolo della serata evento ideata per rendere omaggio alla città che ha visto i natali del gruppo L’Orso, il suo percorso di crescita e la realizzazione di una realtà oggi riconosciuta nel panorama nazionale della pizza contemporanea.

La serata, in programma giovedì presso la pizzeria L’Orso di Messina, prende forma da un’immagine legata allo Stretto di Messina: Scilla e Cariddi, simboli di passaggio, forza e equilibrio. Inizia così il racconto del territorio secondo una narrazione ispirata alla mitologia e alle tragedie greche, trasformando il menu in una rappresentazione teatrale.

Interamente dedicato a Messina attraverso gli ingredienti che provengono da produttori locali e i nomi delle pizze che richiamano luoghi, simboli e riferimenti culturali legati allo Stretto, il menù si compone di Prologo(L’alba dello Stretto: bruschetta con alici del Mediterraneo marinate all’arancia, olio al burro e finocchietto selvatico); Primo atto (Il bacio di Cariddi – “Sua Maestà la Braciola”: provola dei Nebrodi e fiordilatte, datterino rosso semisecco, petali di lacerto di manzo scottato, cipolla rossa caramellata, crumble di pane profumato, polvere di olive, maionese al limone home made. Impasto: 100 ore); Secondo atto (L’abbraccio di Scilla: vellutata di scarola, datterino rosso e giallo semisecco, scaglie di primo sale, filetti di alici selezionate, pepe nero in grani, olio al limone. Impasto: Contemporaneo); Terzo atto (Il ponte che non c’è: provola dei Nebrodi, scarola saltata con pinoli e uvetta sultanina ammollata nella Malvasia delle Lipari, filetto di tonno, velo di lardo di Suino Nero dei Nebrodi. Impasto: Duomo); Quarto atto (La disgraziata: salame, melanzane sottolio, mortadella, primo sale, terra di olive, funghi, gocce di Habamix, lacrime di peperoncino); Epilogo (La granita al limone messinese).Diventa così un viaggio mitico in cui ogni portata diventa un momento del racconto in un passaggio che lega cibo, cultura e identità. In quest’ottica, protagonisti dell’abbinamento cibo-vini saranno Mamertino e Faro, DOC del territorio ed espressioni autentiche di un patrimonio enologico ancora poco raccontato ma di grande valore. Ad accompagnare il percorso saranno le cantine Le Casematte e Vasari, realtà che interpretano il vino come espressione diretta del paesaggio e della sua storia.

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