Lo scorso 16 maggio, nel Foyer dell’AuditoriumGaetano Saporito, si è inaugurata l’esposizione“Il Visibile, l’Invisibile. Emozioni”di Giuseppe Atanasio Elia: un momento di riflessione collettiva sul valore della cultura e sul futuro della città di San Cataldo. Alla presenza di un pubblico numeroso e partecipe, il presidente dell’Associazione Culturale “Giuseppe Amico Medico”, Claudio Arcarese, ha ripercorso la storia quasi cinquantennale dell’associazione e ha lanciato un appello forte:” “La città non può più permettersi di rinviare la creazione di un museo cittadino.”

Arcarese ha aperto l’incontro ricordando il senso dell’iniziativa.“Abbiamo inaugurato questa mostra con grande piacere– ha detto –e abbiamo voluto stampare un catalogo per lasciare una traccia concreta dell’evento, affinché rimanga memoria del lavoro svolto e del valore delle opere esposte». Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’artista Elia, «per le emozioni che ci dona attraverso le sue opere”, e alla Banca di Credito Cooperativo “G. Toniolo e San Michele” e al suo presidente Salvatore Saporito,“per il prezioso contributo e sostegno offerti alla realizzazione dell’iniziativa”.
La mostra, ha spiegato Arcarese, non è un episodio isolato ma una tappa significativa di un percorso che l’Associazione Amico Medico porta avanti da quasi cinquant’anni. Un percorso fatto di mostre, concorsi, incontri, eventi culturali e momenti di aggregazione che hanno coinvolto artisti, scuole, associazioni e cittadini. Le opere di Elia, che esplorano il rapporto tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, diventano così un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi attraversare dalle emozioni. «L’arte – ha sottolineato Arcarese – ha ancora la forza di interrogarci, di scuoterci, di creare relazioni profonde tra le persone e i luoghi. E una città che investe nella cultura investe prima di tutto nella propria anima e nel proprio futuro». Proprio da questa consapevolezza nasce l’appello che Arcarese ha voluto lanciare pubblicamente. “Trovo deplorevole – ha affermato – che San Cataldo, ancora oggi, non possieda un museo. È arrivato il momento di dirlo con chiarezza: non possiamo più permetterci di rimandare”. Il presidente ha ricordato come da anni si parli della necessità di un’area espositiva permanente dedicata ai Sanpaoloni, simbolo identitario della città, e come la richiesta di visitare le Vare, i costumi e le strutture storiche della Settimana Santa sia in costante aumento da parte di visitatori, studiosi e turisti.

Ma il museo della tradizione non sarebbe l’unica esigenza. Arcarese ha richiamato l’urgenza di valorizzare i reperti provenienti da Vassallaggi, Gadira e dagli altri siti archeologici del territorio, troppo spesso ignorati o privi di una collocazione adeguata. Ha ricordato il progetto, un tempo condiviso con Padre Spilla, di un museo d’arte sacra capace di custodire il patrimonio religioso della città. E ha rilanciato l’idea di uno spazio stabile dedicato all’arte contemporanea, che potrebbe nascere coinvolgendo direttamente la scuola d’arte di San Cataldo e creando un dialogo continuo tra studenti, docenti, artisti e territorio.
“San Cataldo possiede talenti, energie e sensibilità artistiche importanti– ha detto –ma troppo spesso le iniziative restano episodi isolati, affidati alla passione delle associazioni o dei privati e alla generosità di chi, come la Toniolo, continua a mettere a disposizione spazi e sostegno economico. Ma non può bastare. Serve un progetto culturale cittadino vero, condiviso, coraggioso e lungimirante”.Arcarese ha ricordato che i giovani non lasciano la città soltanto per studio o lavoro, ma anche perché altrove trovano un’offerta culturale più viva e strutturata. E ha sottolineato come San Cataldo, già meta di visitatori attratti dal Calvario, dalla Chiesa Madre, dall’Orologio e da Gabara, potrebbe offrire percorsi culturali più completi e capaci di raccontare davvero la propria identità.
La mostra“Il Visibile, l’Invisibile. Emozioni”resterà aperta fino al 24 maggio, con ingresso libero. Ai visitatori viene distribuito gratuitamente il catalogo dell’esposizione. Ma l’evento, nelle intenzioni dell’Associazione Amico Medico, vuole essere soprattutto un punto di partenza per realizzare progetti concreti.


















