pexels photo 1587927 San Cataldo, scontro sugli orari delle attività danzanti: M5S e Centrosinistra contro la mozione del PDpexels photo 1587927 San Cataldo, scontro sugli orari delle attività danzanti: M5S e Centrosinistra contro la mozione del PD
immagine di repertorio

San Cataldo, scontro sugli orari delle attività danzanti: M5S e Centrosinistra contro la mozione del PD

ASCOLTA

Spaccatura netta in Consiglio comunale a San Cataldo e forse definitiva in vista delle elezioni amministrative nel campo progressista cittadino, dopo la bocciatura della mozione presentata dal Partito Democratico che chiedeva di regolamentare gli orari delle attività danzanti. La mozione, sottoscritta dai consiglieri Francesca Cammarata e Marco Imera, evidenziava i disagi dell’estate 2025, con interventi delle forze dell’ordine nei locali e incertezza normativa sugli orari di chiusura. Nel testo si rimarcava la necessità di regole chiare e condivise, capaci di tutelare il diritto al riposo ma anche quello alla socialità, proponendo un tavolo di confronto con associazioni di categoria, organizzazioni giovanili e comitati di quartiere.

Dopo la discussione in Consiglio comunale lo scorso 12 novembre sono arrivate dure critiche da Movimento 5 Stelle e Centrosinistra Sancataldese: “incompleta, priva di analisi, e utile quanto un ombrello in una giornata di vento” hanno scritto in un comunicato i pentastellati, evidenziando che gli orari sono già disciplinati dall’ordinanza comunale n. 11 del 28 luglio 2023, che regola limiti acustici e rispetto delle normative nazionali. “Leggere le ordinanze è meno scenografico che gridare all’immobilismo”, hanno attaccato i consiglieri, accusando i dem di aver preferito “il teatrino con i soliti spot propagandistici” invece di un confronto serio e costruttivo sul tema. Il Movimento ha respinto le accuse di essere contro i giovani o gli operatori del settore: “Chi ha chiesto di approfondire non è un guastafeste, non è privo di visione. È qualcuno che pensa anche a chi la mattina si alza presto per andare a lavorare, a chi ha un neonato e soprattutto a chi è malato”.

Anche il capogruppo Maurizio Lombardo ha parlato di “propaganda” e di una mozione portata avanti “nella piena consapevolezza della sua bocciatura, per poi atteggiarsi a vittime di un pensiero di retroguardia”. Lombardo – si legge in una nota – ha ricordato che la disciplina comunale esiste già e regola orari e limiti acustici: “Non si può accusare di remare contro i giovani o gli imprenditori del settore chi dissente o più semplicemente vuole valutare con maggior giudizio l’effetto su chi il giorno dopo deve alzarsi per andare a lavorare o su un neonato, un allettato e chi più ne ha più ne metta, ovvero garantire il sacrosanto diritto al riposo”. Il capogruppo ha inoltre chiarito la differenza tra musica dal vivo e trattenimenti danzanti: la prima è consentita senza autorizzazioni, nel rispetto dei limiti acustici e degli orari stabiliti dal Sindaco; la seconda invece “soggiace al regime autorizzativo previsto dal Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) e alle normative di settore”. Non è mancata una stoccata ironica: “Per i balli all’aperto potremmo invece attenerci alla regolamentazione del Carnevale di Rio de Janeiro”.

La replica di Terrana: “L’ordinanza è una garanzia per i residenti e per gli imprenditori”

Il segretario cittadino del PD, Fausto Terrana, nel corso di un’intervista a ViU News ha ribaltato le accuse spiegando che la mozione chiedeva “un’ordinanza del Sindaco, il cui contenuto doveva essere definito in modo partecipato cioè con il coinvolgimento di residenti, organizzatori di eventi e comitati di quartiere”. Terrana, continua, “l’unica critica puntuale che viene mossa afferma l’esistenza di un’ordinanza. È falso. C’è un vuoto normativo a San Cataldo” perché l’ordinanza citata da M5S e Centrosinistra riguarda solo intrattenimento musicale, bar e pub, ma “non le attività danzanti, ad esempio le discoteche”. Terrana ha riportato due episodi: “L’anno scorso degli imprenditori con licenza di attività danzante si ritrovavano giornalmente i carabinieri che, facendo il loro lavoro, chiedevano di abbassare o staccare la musica. Stessa cosa avveniva circa due anni fa in un locale con regolare licenza di attività danzante, che senza regole comunali si è trovato ad operare solo tramite deroghe o stravolgendo l’originaria idea di gestione”. Per i democratici un’ordinanza servirebbe a tutelare soprattutto i residenti, dato che garantirebbe regole ed orari certi, mentre oggi l’unica tutela é rivolgersi all’intervento delle forze dell’ordine. “È una garanzia per tutti, evita meccanismi personalistici e difende il diritto alla socializzazione con regole chiare per tutti”, ha aggiunto Terrana, sottolineando che allo stato attuale imprenditori del settore preferirebbero investire altrove, come nel vicino capoluogo nisseno, già dotato di un’ordinanza specifica. Terrana ha ricordato anche una riunione tenutasi a luglio con il Sindaco Gioacchino Comparato, diversi consiglieri di maggioranza e opposizione e operatori del settore: il primo cittadino, in quella sede, aveva preso atto del vuoto normativo e l’incontro si era concluso con il giudizio positivo di opportunità di un’apposita ordinanza. “Questa ordinanza non è andata più a buon fine per mera paura di scontentare qualcuno. L’ordinanza avrebbe garantito certezza, l’assenza di ordinanza disordine e incertezza. Si è scelta la strada del proibizionismo, come se questa città fosse governata con logiche securitarie con effetti contrari tali da produrre maggiore insicurezza e disordine”, ha concluso.

PROMO