San Cataldo, un catalogo per raccontare cinquant’anni di pittura di Vincenzo Foresta

San Cataldo, un catalogo per raccontare cinquant’anni di pittura di Vincenzo Foresta San Cataldo, un catalogo per raccontare cinquant’anni di pittura di Vincenzo Foresta
Vincenzo Foresta - © ViU News
ASCOLTA

Un catalogo per raccontare cinquant’anni di opere e per riportare alla luce un artista che, per scelta e temperamento, è rimasto spesso nell’ombra. “50 anni – Le opere di Vincenzo Foresta” è il volume che sarà presentato sabato 30 maggio, alle 18:00, all’Auditorium Banca G. Toniolo di San Cataldo: una raccolta che ricostruisce mezzo secolo di pittura e restituisce alla comunità il percorso umano e creativo del maestro sancataldese. Un lavoro imponente, curato dal figlio Alberto Antonio Foresta, che ha dedicato anni alla selezione, allo studio e alla catalogazione dell’intero corpus artistico del padre.

PROMO

WhatsApp Image 2026 05 22 at 6.39.05 AM 8 San Cataldo, un catalogo per raccontare cinquant’anni di pittura di Vincenzo Foresta
Antonio Alberto Foresta, autore del volume – © ViU News

Il catalogo si presenta come un atto di restituzione alla città e come un tributo a una figura che, pur avendo segnato profondamente il tessuto culturale locale, non ha mai cercato la ribalta. Foresta, nato l’11 gennaio 1943, ha attraversato la storia recente del Paese con una pittura che racconta l’Italia dei vicoli, dei panni stesi, dei gesti quotidiani, delle relazioni umane. Una pittura che unisce memoria e presente, intimità e dimensione collettiva, e che trova nella figura femminile un simbolo ricorrente di vita e resistenza. Il lavoro di catalogazione è iniziato dieci anni fa, quando padre e figlio hanno fotografato centinaia di opere conservate in casa, mentre molte altre – vendute o donate – non erano più disponibili. Da quella prima ricognizione è nata una selezione di circa cinquecento scatti, poi ridotti a settanta-ottanta opere inserite nel volume. “L’ho curato io dalla A alla Z” racconta Alberto Foresta nell’intervista a ViU News. “Ho scelto le opere, le ho fotografate, ho scritto le note critiche. È un tributo personale, certo, ma anche un lavoro professionale: ho cercato di essere il più possibile esterno, oggettivo, rispettoso della sua storia”.

Il catalogo è diviso per decenni, ciascuno introdotto da una contestualizzazione storica e seguito da un approfondimento sulle opere. Un percorso che restituisce l’evoluzione di un artista autodidatta, cresciuto in una famiglia segnata da sacrifici e dalla perdita del padre, morto in miniera. “Mio padre ha iniziato a dipingere da bambino, usando i pannolini stesi da mia nonna” ricorda il curatore. “Mischiava la terra con l’acqua per creare i colori. Era un istinto puro, una creatività terrena”.

San Cataldo, un catalogo per raccontare cinquant’anni di pittura di Vincenzo Foresta

Il legame tra padre e figlio attraversa tutta la pubblicazione. Alberto rievoca le immagini che hanno segnato la sua infanzia: “Lo vedevo dipingere d’inverno, nel garage freddo, con una coperta sulle gambe e un’asticella per tenere fermo il braccio. Io ero lì, piccolo, a guardarlo creare nuvole con una calma infinita. Sono cresciuto con l’odore dell’acquaragia e dei pennelli nell’acqua. Per me quei gesti sono quotidianità, come vedere mia madre cucinare”. Nonostante la qualità della sua produzione, Foresta non ha mai cercato visibilità. Ha preferito dedicarsi alla crescita culturale della città, fondando associazioni come Amici dell’Aquilone e Insieme per l’Arte, diventando un punto di riferimento per generazioni di artisti locali. “Il riconoscimento che meritava non l’ha mai avuto del tutto” spiega il figlio. “Ma anche per sua scelta: non è mai stato un esibizionista. Ha sempre vissuto la pittura come un fatto intimo, personale”.

La presentazione del catalogo, realizzata con la collaborazione di Officina degli Artisti, Primaquinta, ITACA e Paruzzo Editore, sarà un evento corale. Interverranno, oltre al curatore, la giornalista Fiorella Falci, il regista e attore Aldo Rapè, la direttrice artistica Noemi Ballacchino, il presidente di ITACA Marco Andaloro e lo stesso Vincenzo Foresta. L’incontro si concluderà con una sessione di firma copie. Il lavoro non si fermerà qui. Alberto Foresta anticipa che a settembre, a Palazzo Moncada di Caltanissetta, sarà inaugurata una grande retrospettiva dedicata al padre, pensata come naturale prosecuzione del catalogo. “Sarà il modo per chiudere un percorso lungo quattro mesi e restituire definitivamente al territorio la storia artistica di mio padre”.

In occasione della presentazione del 30 maggio saranno disponibili le copie del catalogo.

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PROMO