Smantellata banda hi-tech dei furti d’auto: perquisizioni a Palermo, Alcamo e MilanoSmantellata banda hi-tech dei furti d’auto: perquisizioni a Palermo, Alcamo e Milano

Smantellata banda hi-tech dei furti d’auto: perquisizioni a Palermo, Alcamo e Milano

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Un’organizzazione criminale transnazionale, specializzata in furti d’auto di lusso attraverso sofisticati dispositivi elettronici, è finita nel mirino dei Carabinieri. Il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Palermo, con il supporto delle Compagnie di Alcamo e Milano, ha eseguito cinque perquisizioni e tre sequestri preventivi d’urgenza su conti correnti intestati a tre indagati. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo e inserita in un più ampio contesto investigativo europeo sotto la regia di Eurojust, ha coinvolto anche le autorità giudiziarie e di polizia di Francia e Regno Unito. Al centro delle indagini, una rete criminale dedita alla produzione e vendita di dispositivi capaci di avviare autovetture senza chiavi codificate, bypassando i sistemi di sicurezza di numerose case automobilistiche.

IMG 1795 Smantellata banda hi-tech dei furti d'auto: perquisizioni a Palermo, Alcamo e Milano
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Tra i principali interlocutori del capobanda francese, è stato individuato un tecnico palermitano già noto alle forze dell’ordine per precedenti analoghi. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe svolto un ruolo chiave nella progettazione dei dispositivi, testati anche a Dubai su vetture di fascia alta. Le indagini hanno rivelato un sistema ben strutturato: chiavi originali fornite da un’officina ufficiale venivano inviate in Cina per essere decodificate, mentre i dispositivi venivano venduti online e nella sede milanese della società riconducibile agli indagati, a prezzi compresi tra 3.000 e 50.000 euro. Tra gli acquirenti, anche noti ladri d’auto. Nel corso delle perquisizioni, i Carabinieri hanno rinvenuto un laboratorio tecnologico nell’abitazione palermitana degli indagati, completo di strumentazione avanzata per la produzione dei dispositivi. A Milano, invece, sono stati sequestrati due apparecchi OBD con relative chiavi, uno dei quali pronto per la spedizione, insieme a un elenco dettagliato di destinatari internazionali.

I proventi dell’attività illecita venivano trasferiti su conti correnti online, anche all’estero, per eludere eventuali sequestri. Proprio questi conti sono stati bloccati per impedire la prosecuzione delle operazioni criminali.

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