Stragi e veleni a Caltanissetta, l’affondo di De Luca: «Attacco irricevibile al gip, creato un precedente pericolosissimo»

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​L’audizione del Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca davanti alla Commissione Nazionale Antimafia segna un punto di rottura senza precedenti nella complessa vicenda legata al filone “Mafia e appalti” e alle indagini sulle stragi del ’92.

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Accompagnato dai sostituti Claudia Pasciuti, Davide Spina, Nadia Caruso e dall’aggiunto Pasquale Pacifico, l’accordo della Procura nissena con le posizioni della magistratura locale si converte in un vero e proprio atto d’accusa istituzionale: sotto i riflettori finiscono le durissime polemiche scatenate dal senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato contro il gip Santi Bologna, reo di aver definito “depistante” la sua condotta nelle motivazioni dell’archiviazione del fascicolo.

De Luca, mantenendo la ferma austerità che impone il rigore giudiziario ma senza nascondere la gravità del momento, ha bollato come“un salto di livello intollerabile e sproporzionato”le critiche rivolte al giudicante, sottolineando come la figura del magistrato sia fuori da ogni sospetto di parzialità o condizionamento. L’affondo non ha risparmiato i toni istituzionali più duri: accusando Scarpinato di un’incoerenza clamorosa per aver inferto un vulnus all’autonomia della magistratura proprio da parte di chi per anni ha sbandierato la difesa dei giudici dagli attacchi del potere politico, il Procuratore ha espresso forte preoccupazione per il“precedente pericolosissimo”che rischia di legittimare aggressioni verbali contro decisioni sgradite, estendendo la critica anche alla giunta nazionale dell’Anm per la mancata solidarietà al giudice nisseno.

Sul piano strettamente investigativo, De Luca ha rivendicato con fermezza la competenza funzionale esclusiva di Caltanissetta a norma del codice di procedura penale, ridimensionando drasticamente le piste alternative portate avanti in passato dalla Procura generale di Palermo nei confronti di Stefano Delle Chiaie: se il filone non può dirsi formalmente chiuso, gli elementi raccolti finora su quel versante vengono descritti dal Procuratore come un congelamento investigativo totale,“pari allo zero assoluto della scala Kelvin”.

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