Timpazzo verso la saturazione, Gela chiede lo stop ai rifiuti dei Comuni esterni Timpazzo verso la saturazione, Gela chiede lo stop ai rifiuti dei Comuni esterni
Discarica Timpazzo - immagine di repertorio

Timpazzo verso la saturazione, Gela chiede lo stop ai rifiuti dei Comuni esterni

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Il Consiglio comunale di Gela ha approvato, al termine di una seduta monotematica, un atto d’indirizzo con cui chiede l’azzeramento dei conferimenti di rifiuti provenienti da Comuni esterni all’ambito locale nella discarica di Timpazzo.

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La richiesta nasce dalle preoccupazioni legate alla capacità residua dell’impianto. Secondo quanto evidenziato nel corso della seduta, sia il sistema di trattamento meccanico-biologico sia l’unica vasca attualmente in funzione, la vasca E, potrebbero raggiungere la saturazione già entro il prossimo mese di ottobre. Per questo motivo, i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, hanno ribadito la necessità che Timpazzo torni a svolgere esclusivamente il ruolo di discarica comprensoriale.

Sul tema è intervenuto anche il sindaco Terenziano Di Stefano, componente del consiglio di amministrazione della Srr4, la società che sovrintende al ciclo dei rifiuti nel territorio. Il primo cittadino ha espresso perplessità sulle scelte adottate dalla Regione, chiedendosi perché i rifiuti provenienti dai Comuni delle province di Catania e Agrigento vengano conferiti a Timpazzo nonostante, ha osservato, siano presenti altri impianti di riferimento nei rispettivi territori.

Di Stefano ha inoltre evidenziato le possibili ricadute economiche per il Comune qualora la discarica non fosse più disponibile. “Se Timpazzo dovesse chiudere, il nostro Comune si troverebbe a pagare i conferimenti fino a 350 euro a tonnellata. Attualmente ne paghiamo 60. Il Pef rischia di arrivare a 25 milioni di euro, con un drastico aumento della Tari”, ha dichiarato, sottolineando che la discarica è di proprietà comunale.

Sulla vicenda è previsto un nuovo confronto mercoledì, quando in Prefettura a Caltanissetta si terrà un incontro tecnico convocato dal Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti. La gestione del sito è attualmente affidata a un commissario, nominato dopo l’inchiesta che ha coinvolto i vertici della società Impianti Srr.

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