Visita di Meloni a Niscemi: “In Cdm programmi per la messa in sicurezza e indennizzi ai proprietari di case”

Meloni a Niscemi: "In Cdm programmi per la messa in sicurezza e indennizzi ai proprietari di case" Meloni a Niscemi: "In Cdm programmi per la messa in sicurezza e indennizzi ai proprietari di case"
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La terza visita di Giorgia Meloni a Niscemi arriva in un momento in cui la città vive ancora tra macerie materiali e incertezze quotidiane. A quasi quattro mesi dalla frana del 25 gennaio, la presidente del Consiglio è tornata nel centro nisseno insieme al commissario straordinario Fabio Ciciliano, confermando una presenza istituzionale che il governo rivendica come costante e che il territorio osserva con un misto di fiducia e inquietudine. La premier è arrivata poco dopo mezzogiorno, accolta in municipio dalle autorità locali. Il primo passaggio è stato un aggiornamento tecnico sulla situazione del versante, che continua a essere monitorato senza sosta. La frana ha trascinato a valle interi edifici, lesionato infrastrutture e costretto allo sfollamento più di millecinquecento persone. Una parte della città resta inaccessibile, chiusa da transenne e cartelli che delimitano la zona rossa, mentre decine di famiglie vivono ancora in alloggi temporanei o ospiti da parenti.

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Meloni ha ribadito che “lo Stato non abbandona Niscemi”, una frase che ha già pronunciato nelle visite del 28 gennaio e del 16 febbraio, ma che oggi assume un peso diverso. La fase dell’emergenza immediata è alle spalle, quella della ricostruzione è appena iniziata e richiede decisioni politiche, tecniche e urbanistiche che avranno effetti per anni. Il governo ha stanziato 150 milioni di euro per la messa in sicurezza e gli interventi più urgenti, ma gli stessi tecnici riconoscono che la cifra potrebbe non bastare per coprire demolizioni, delocalizzazioni, opere di contenimento e ripristino dei servizi. Il commissario Ciciliano ha spiegato che la progettazione è in corso e che il versante, pur stabilizzato in parte, non può essere considerato fuori pericolo. La premier ha voluto verificare di persona lo stato dei luoghi, percorrendo alcune delle strade più colpite e osservando da vicino gli edifici che dovranno essere abbattuti. Il sopralluogo è stato breve ma significativo, soprattutto per i residenti che da settimane chiedono tempi certi e criteri chiari per gli indennizzi. Fuori dal municipio, Meloni ha incontrato cittadini che le hanno chiesto risposte concrete. Molti vogliono sapere quando potranno rientrare nelle loro case, altri temono che la zona rossa diventi definitiva, altri ancora chiedono garanzie sul futuro urbanistico del quartiere. La premier ha ascoltato, ha rassicurato, ma non ha fornito date precise. La sensazione diffusa è che la ricostruzione sarà un percorso lungo, forse più lungo di quanto la comunità sia pronta ad accettare.

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