C’è chi festeggia gli 80 anni rallentando il ritmo della propria vita. E c’è chi, invece, decide di attraversare ancora una volta lo Stretto di Messina a nuoto. Per la quattordicesima volta.
È la storia del nisseno Nello Ambra, che lo scorso 2 agosto ha portato a termine una nuova traversata dello Stretto, un’impresa che negli anni è diventata molto più di una sfida sportiva. Ogni bracciata, infatti, è un invito alla solidarietà, alla prevenzione e a uno stile di vita sano.
A guidarlo non è soltanto la passione per il nuoto, ma soprattutto il desiderio di continuare a essere utile agli altri. “La grande passione per il nuoto è stata il punto di partenza“, racconta ai microfoni di ViU News . “Ma dopo quarant’anni da donatore di sangue, una volta superato il limite d’età che non mi permetteva più di donare, mi sono chiesto come poter continuare ad aiutare chi ha bisogno“.
Da quella domanda è nato un nuovo percorso. Da componente del direttivo della FIDAS ha iniziato a incontrare studenti delle scuole superiori, universitari e appartenenti alle forze dell’ordine per promuovere la cultura della donazione del sangue. “Pensavo ai ragazzi talassemici, a chi ha bisogno di trasfusioni dopo un incidente, alle mamme che partoriscono. Se non potevo più donare personalmente, dovevo trovare un altro modo per dare il mio contributo“.
È così che le sue traversate hanno assunto un significato diverso. “Ho deciso di dedicarle alla FIDAS, perché i giovani hanno bisogno di esempi“. Un messaggio che, racconta, trova riscontro ogni anno. “Il giorno dopo la traversata le sedi della FIDAS di Messina e Reggio Calabria si riempiono di giovani e meno giovani che allungano il braccio per donare. Probabilmente vedono una persona di ottant’anni che continua a fare sport e che per quarant’anni ha donato sangue, e si chiedono: allora donare fa davvero bene“.
Dietro un’impresa come questa non ci sono formule magiche, ma uno stile di vita costruito nel tempo. “Noi siamo il frutto del nostro stile di vita. Non degli ultimi giorni o degli ultimi anni, ma di un’intera vita“, spiega Ambra. Un principio che cerca di trasmettere anche durante gli incontri con gli studenti, dove la domanda è quasi sempre la stessa: come si fa ad arrivare a 80 anni con questa energia? La sua risposta è semplice e richiama le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. “Io parlo sempre di tre numeri: zero, cinque e trenta. Zero significa zero fumo, cinque sono le porzioni di frutta e verdura al giorno, trenta i minuti di camminata quotidiana. Con questo stile di vita sono convinto che si possa diventare degli ottimi anziani“.
L’allenamento, naturalmente, non manca. Nuota durante tutto l’anno, adattandosi anche quando le piscine non sono disponibili, perché la costanza, dice, è parte integrante del risultato.
Lo sport ha accompagnato gran parte della sua vita. Oltre alle quattordici traversate dello Stretto di Messina, Ambra ha affrontato anche quelle tra Salina e Lipari, Favignana e Levanzo, Ponza e Palmarola, Malta e Gozo, senza rinunciare alle maratone internazionali: New York nel 2003 e nel 2005, San Pietroburgo nel 2004 e Pechino nel 2006.
Una vita fatta di sfide sportive, ma soprattutto di impegno verso gli altri. Per Nello Ambra, infatti, il traguardo non coincide con la riva raggiunta. Il vero successo arriva quando, grazie a quella traversata, qualcun altro decide di compiere un gesto semplice ma capace di salvare una vita: donare il sangue.



