Appalti pilotati, Tribunale del Riesame restituisce 80mila euro sequestrati a Totò Cuffaro

Accolto il ricorso degli avvocati dell’ex presidente della regione sicilia.
Salvatore Cuffaro Salvatore Cuffaro
Salvatore Cuffaro
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Nuovo capitolo nell’inchiesta sugli appalti pilotati che coinvolge l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato il sequestro probatorio degli 80 mila euro in contanti trovati durante le perquisizioni nelle sue abitazioni di Palermo e nella tenuta di San Michele di Ganzaria, nel Catanese. La somma era stata sequestrata dai carabinieri del Ros a inizio novembre, nel corso di un’operazione che aveva portato alla contestazione di reati quali associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti. L’indagine, condotta dalla Procura di Palermo, vede coinvolti oltre a Cuffaro anche l’ex ministro Saverio Romano e altri sedici indagati.

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Gli avvocati di Cuffaro, Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, hanno presentato ricorso sostenendo la legittimità del possesso del denaro. I giudici hanno accolto la tesi difensiva, evidenziando la mancanza di presupposti giuridici per il sequestro e disponendo la restituzione delle somme. Secondo quanto emerso, parte delle banconote era in cattivo stato di conservazione – strappate e inumidite – ma ciò non ha inciso sulla decisione del Tribunale, che ha ritenuto non sussistessero elementi sufficienti a collegare il denaro a condotte illecite.

Nonostante la restituzione del denaro, l’inchiesta sugli appalti pilotati resta aperta. La Procura ipotizza l’esistenza di un sistema di corruzione volto a condizionare gare pubbliche, in particolare nel settore sanitario. Per Cuffaro e altri indagati resta il rischio di misure cautelari, compresi gli arresti domiciliari.

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