La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone, ritenute coinvolte, a vario titolo, in un’associazione criminale finalizzata al furto aggravato di veicoli, al riciclaggio e alle estorsioni con il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”.
Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura ed è l’esito di un’articolata attività investigativa che ha permesso di ricostruire l’esistenza di un gruppo organizzato attivo nel settore dei furti d’auto e della successiva rivendita dei pezzi di ricambio sul mercato illegale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, tra aprile 2024 e febbraio 2025 sarebbero stati documentati 55 episodi di furto di veicoli, con un giro d’affari stimato intorno ai 2 milioni di euro. Le autovetture venivano sottratte soprattutto durante le ore notturne, in zone isolate e prive di sistemi di videosorveglianza, per poi essere trasferite in luoghi sicuri dove venivano smontate oppure utilizzate come merce di scambio per la restituzione dietro pagamento.
Il gruppo, secondo gli investigatori, avrebbe operato con una struttura ben organizzata e una suddivisione dei ruoli: dai responsabili dei furti agli addetti alla logistica, fino a chi si occupava dello smontaggio e della rivendita dei pezzi. A supporto delle attività sarebbero stati utilizzati anche veicoli “staffetta” e furgoni per il trasporto delle componenti.
La base operativa sarebbe stata individuata in un immobile di viale della Regione Siciliana, utilizzato come deposito e officina per lo smontaggio dei veicoli rubati. Durante le perquisizioni sono stati trovati anche dispositivi elettronici per l’avviamento forzato delle auto e strumenti in grado di inibire i sistemi GPS.
Nel corso dell’operazione, la Polizia ha inoltre effettuato controlli in sette officine, due delle quali sono state poste sotto sequestro tra le zone di corso Calatafimi e Montegrappa, dove sono state rinvenute parti di veicoli rubati.
Complessivamente risultano indagate in stato di libertà altre 30 persone per concorso in furto, estorsione e ricettazione. Le indagini proseguono per definire ulteriormente il ruolo dei singoli soggetti coinvolti.
