Caltanissetta, appello alla mobilitazione verso lo sciopero generale del 20 novembre

Il documento firmato da Diego Stagno, segretario generale della FLC CGIL Caltanissetta, e da Andrea Salvatore Alcamisi, segretario del circolo di Sinistra Italiana “Enrichetta Casanova-Infuso”.
Caltanissetta, appello alla mobilitazione verso lo sciopero generale del 20 novembre Caltanissetta, appello alla mobilitazione verso lo sciopero generale del 20 novembre
immagine di repertorio
ASCOLTA

Un appello alla mobilitazione rivolto a lavoratori, studenti, associazioni e movimenti del territorio per costruire una partecipazione ampia allo sciopero generale del prossimo 20 novembre. A lanciarlo sono Diego Stagno, segretario generale della FLC CGIL Caltanissetta, e Andrea Salvatore Alcamisi, segretario del circolo di Sinistra Italiana “Enrichetta Casanova-Infuso”, che denunciano un modello economico e politico ritenuto responsabile dell’aumento delle disuguaglianze sociali.

PUBBLICITÀ

“Mentre aumentano le spese militari e i profitti delle grandi imprese, salari e pensioni perdono potere d’acquisto, il lavoro diventa sempre più precario e i servizi pubblici vengono impoveriti”, si legge nel documento. Una situazione che, secondo i promotori, coinvolge direttamente scuola, sanità, diritto alla casa e tutela dell’ambiente, “sacrificati in nome del profitto e delle economie di guerra”.

I firmatari respingono l’idea che si tratti di fenomeni inevitabili. “Non è una fatalità, ma il risultato di precise scelte politiche”, affermano, sostenendo che a pagarne le conseguenze siano soprattutto “le lavoratrici e i lavoratori, gli studenti e le fasce più fragili della società”.

Da qui la richiesta di una mobilitazione costruita attorno a una piattaforma di rivendicazioni definite “concrete”. In primo luogo viene chiesta “l’interruzione del finanziamento pubblico all’industria bellica e l’invio di armi per qualunque conflitto”, con la contestuale riallocazione delle risorse verso scuola, sanità e servizi pubblici. L’obiettivo, spiegano gli estensori dell’appello, è quello di “garantire concretamente i diritti sanciti dagli articoli 32 e 34 della Costituzione”.

Sul piano internazionale, il documento chiede inoltre che “ogni relazione diplomatica, economica e culturale con lo Stato di Israele” venga interrotta immediatamente, accusando il governo israeliano di perpetrare il genocidio del popolo palestinese.

Ampio spazio è dedicato alla questione salariale. Secondo i firmatari, è necessario “innalzare i salari mediamente del 40%, con percentuali maggiori per i profili con fasce stipendiali più basse”, per recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi anni. Nel documento viene evidenziato come “solo nell’ultimo periodo, la benzina è aumentata del 40%, con profitti enormi delle multinazionali”. Da qui la richiesta di una redistribuzione della ricchezza prodotta che consenta ai lavoratori di affrontare il crescente costo della vita.

Tra i punti centrali compare anche il tema della precarietà. Stagno e Alcamisi chiedono “che si avvii un processo di abrogazione di tutte le leggi che hanno creato la precarietà, a cominciare dalla Treu e dalla Biagi”, insieme al ritiro di “tutti i piani di licenziamenti, le chiusure e le riduzioni di personale”. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema in cui “il lavoro non sia più una forma di oppressione e angoscia, ma che, al contrario, emancipi e valorizzi la persona”.

Non manca il richiamo alle tematiche ambientali. Nel documento viene chiesto “che si sottragga l’ambiente alle logiche del profitto estrattivo per riconoscerlo come ecosistema integrativo”, in una visione che lega la tutela del territorio alla giustizia sociale ed economica.

L’appello si conclude con un invito all’unità delle diverse realtà del territorio. “Per questo rivolgiamo un appello a tutti e tutte le lavoratrici e i lavoratori, alle studentesse e agli studenti, ai movimenti e a tutte le realtà che si battono per un cambiamento reale”, scrivono Stagno e Alcamisi. Quindi l’esortazione finale: “Superiamo le divisioni, uniamo le forze per una mobilitazione collettiva”. Una mobilitazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà tradursi in una partecipazione massiccia allo sciopero generale del 20 novembre e alle iniziative che saranno organizzate sul territorio.

Resta sempre aggiornato. Segui il canale WhatsApp di ViU News .

Seguici su WhatsApp
Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

errore: Contenuto protetto - © ViU News