Stop immediato all’attività venatoria in tutta la Sicilia. La Terza Sezione del Tribunale amministrativo regionale ha annullato venerdì scorso il calendario venatorio 2026-2027, accogliendo il ricorso presentato dalla Federazione Nazionale Pro Natura Aps e dalla Leal, Lega Antivivisezionista Ets. La sentenza, depositata il 30 ottobre, cancella il decreto assessoriale del 21 maggio 2026 con il quale la Regione Siciliana aveva approvato il calendario della stagione di caccia attualmente in corso.
Alla base della decisione dei giudici vi è l’assenza di un Piano faunistico-venatorio regionale aggiornato. Secondo il Tar, infatti, il calendario venatorio non poteva essere validamente adottato facendo riferimento a uno strumento di pianificazione fermo al periodo 2013-2018, senza che fosse stata effettuata la prevista revisione quinquennale.
L’effetto della sentenza è immediato: l’attività venatoria non potrà essere esercitata sull’intero territorio siciliano per la stagione in corso. Una decisione che avrà inevitabili ripercussioni sul mondo venatorio dell’Isola e che apre ora un delicato fronte politico e amministrativo per il governo regionale.
Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni che hanno promosso il ricorso. I legali dei ricorrenti hanno definito la sentenza un importante richiamo al rispetto della legalità e alla necessità di una pianificazione scientifica aggiornata per la tutela della fauna e della biodiversità. Secondo la loro interpretazione, la decisione riafferma il principio secondo cui la programmazione dell’attività venatoria deve poggiare su dati aggiornati e valutazioni ambientali adeguate.
La Regione Siciliana è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali.
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