Caltanissetta – E’ una presa di posizione dai toni duri quella diffusa dal coordinamento provinciale di Più Uno – Uguali per Costituzione sulla vicenda del quarto polo sanitario, dopo l’approvazione all’Ars dell’emendamento alla Finanziaria che destina le risorse previste alla provincia di Enna e non a quella di Caltanissetta. In un comunicato inviato agli organi di stampa, il movimento parla apertamente di un’occasione mancata per il territorio nisseno. «Con disappunto abbiamo appreso in questi giorni della notizia relativa all’approvazione all’Ars dell’emendamento alla finanziaria che destina un milione (forse anche tre) di euro alla provincia di Enna, e non a quella di Caltanissetta, per la realizzazione del quarto polo sanitario», si legge nella nota.
Secondo Più Uno, il risultato raggiunto dalla provincia ennese sarebbe il frutto di una maggiore capacità di fare fronte comune. «Nella provincia a noi limitrofa sono più bravi», afferma il coordinamento sottolineando come la classe dirigente di quel territorio abbia compreso che «attorno agli interessi legittimi e fondamentali del territorio necessita fare quadrato, mettendo da parte le diverse provenienze partitiche».
Parole che si trasformano in una critica netta alla classe politica nissena. «Forse ad Enna sono solo stati bravi e noi non lo siamo assolutamente e loro appaiono giganti solo per la nostra politica nana», scrive il coordinamento provinciale.
Nel documento del partito guidato a livello nazionale da Ernesto Maria Ruffini, già direttore dell’Agenzia delle Entrate, viene però accolto positivamente il malcontento manifestato da alcuni esponenti delle forze politiche cittadine. «Con piacere leggiamo del sussulto di orgoglio col quale all’interno delle forze politiche che guidano la città capoluogo si leva, da parte di taluni, un chiaro grido di rammarico», si legge ancora. Un risveglio che, secondo Più Uno, testimonia la consapevolezza di trovarsi davanti a «un’inevitabile e ulteriore occasione persa» e a «un ulteriore errore che contribuirà al complessivo impoverimento della nostra provincia».
Una parte consistente del comunicato è dedicata al ruolo delle istituzioni locali. In particolare, il coordinamento evidenzia quello che definisce un atteggiamento incomprensibile da parte del primo cittadino del capoluogo. «Stupisce ascoltare l’assordante silenzio del sindaco di Caltanissetta, nonché presidente della Provincia, su una tematica così importante», scrivono gli esponenti di Più Uno, richiamando anche le notizie apparse sulla stampa locale riguardo alla mancata adesione a un documento condiviso sul tema.
Non meno severo il giudizio nei confronti di quanti hanno ridimensionato la portata della vicenda. «Rammarica poi dover leggere di come per taluni ci si trovi di fronte ad aspetti irrilevanti», afferma il movimento, facendo riferimento alle posizioni emerse nel dibattito pubblico.
Per il coordinamento, quanto accaduto rappresenta il sintomo di un problema ben più profondo. «Silenzi e dichiarazioni che sembrano certificare solennemente il disastro. Un disastro innanzitutto politico», si legge nella nota. Da qui l’appello a un cambio di passo. «Un’ulteriore occasione sprecata, che rende evidente la necessità di cambiare rotta», sostiene Più Uno, rilanciando la necessità di tornare a discutere del futuro del territorio anche da posizioni diverse, purché accomunate dall’interesse generale della provincia.
Il comunicato si conclude con un invito a costruire una strategia condivisa tra istituzioni, forze sociali e politica. «Tornare a progettare per costruire un futuro diverso rispetto a quello che oggi appare consegnarci a un ineluttabile declino, alla “desertificazione umana” della provincia, è vitale e ormai improcrastinabile», scrive il coordinamento. Un impegno che, secondo Più Uno, è necessario «per noi e per le future generazioni».
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