Una stele dedicata a Don Luigi Sturzo, sacerdote e politico siciliano tra i padri della democrazia italiana, è stata inaugurata ieri, lunedì 17 novembre, nella piazzetta a lui intitolata all’angolo fra via Kennedy e via De Gasperi. L’opera, realizzata dall’artista nisseno Lillo Giuliana e intitolata “Servire e non servirsi”, richiama uno dei motti più celebri di Sturzo e si inserisce nel progetto promosso dall’Associazione Luigi Sturzo APS, finanziato attraverso il Bilancio Partecipativo 2023. Alla cerimonia di svelamento hanno preso parte il Prefetto Licia Donatella Messina, l’assessore Guido Delpopolo, il magistrato Gaspare Sturzo, pronipote del sacerdote, insieme al Questore, alle Forze dell’Ordine, alla giunta comunale e a numerosi cittadini. Un momento partecipato e solenne, che ha voluto ribadire l’attualità del pensiero sturziano e il suo legame con la città.
“Don Luigi Sturzo è stato un antifascista, pagando con l’esilio il suo impegno – ha ricordato il Prefetto Messina –. Non ha mai rinunciato ai suoi ideali e ha sollecitato la popolazione siciliana a essere partecipe, coniugando i principi delcattolicesimo con l’impegno attivo per il territorio”. L’assessore Delpopolo, intervenuto in rappresentanza del sindaco, ha sottolineato il valore della partecipazione civica: “Questo progetto nasce dai cittadini e per i cittadini, segno di una comunità che si riconosce neivalori di Sturzoe li porta avanti”.
L’artista Lillo Giuliana ha illustrato i simboli che compongono la stele: la verticalità come aspirazione verso ideali elevati, la finestra in sommità quale apertura al mondo, il panneggio bianco come purezza e dedizione al servizio, la barra d’acciaio a rappresentare forza e determinazione. Ai piedi, tre elementi richiamano le sfide affrontate da Sturzo. “L’incisione servire e non servirsi – ha spiegato Giuliana – è un monito per chi si avvicina all’opera, un invito a riflettere e a impegnarsi per una società migliore”. Nel corso della cerimonia, il magistrato Gaspare Sturzo ha ricordato i diritti e le libertà promosse dal sacerdote: suffragio universale, diritto all’istruzione, libertà di stampa, di culto e di opinione. Mons. Onofrio Castelli, Vicario generale della Diocesi, ha evidenziato la “doppia cittadinanza” del cristiano, buono cittadino e buon credente, che Sturzo ha incarnato con spirito libero e autentico. “Questa stele non è solo un monumento commemorativo – ha dichiarato Stefano Vitello, presidente dell’Associazione Luigi Sturzo APS – ma un’opera partecipativa, che vuole sollevare la coscienza civica e seminare orgoglio nelle nuove generazioni”. Con l’inaugurazione di “Servire e non servirsi”, Caltanissetta rinnova il legame con una delle figure più significative della storia democratica italiana, ricordando che la politica, come insegnava Don Luigi Sturzo, deve essere sempre al servizio del bene comune.


















